A Riace una nuova campagna archeologica sub sulle tracce dei Bronzi

di Mariateresa Ripolo
C’è ancora la possibilità che il mare, lì dove il 16 agosto 1972 furono ritrovati i Bronzi di Riace, custodisca tra i fondali qualcosa di prezioso. Ecco perché in quello specchio d’acqua di Riace Marina, in località “Porto Forticchio”, verrà avviata una campagna di indagini archeologiche subacquee. La comunicazione arriva dal segretariato regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, che si propone di avviare la campagna «a implementazione e completamento di quanto condotto e acquisito nell’ottobre 2022, diretta e condotta dal Funzionario archeologo subacqueo, dott.ssa Alessandra Ghelli, con il supporto tecnico operativo del Nucleo Carabinieri subacquei Messina».

Il periodo è quello compreso tra il 26 febbraio e il 27 marzo. «Nel periodo oggetto delle indagini, – si legge in una ordinanza della Guardia Costiera – per una distanza di 300 metri dell’area di cui al rende noto è vietato: – navigare, ancorare e sostare con qualunque unità sia da diporto che ad uso professionale diversa da quelle della ditta esecutrice dei lavori; – praticare la balneazione; – effettuare attività di immersione con qualunque tecnica; – svolgere qualsiasi attività di pesca e qualsiasi altra attività connessa con l’utilizzo del mare». La campagna non sarebbe ancora iniziata «in attesa di condizioni meteo-marine favorevoli», precisa il sindaco Antonio Trifoli.
Le nuove scoperte

Nell’ottobre 2023 a Riace venne annunciata la scoperta fatta dallo scrittore e appassionato di archeologia subacquea Giuseppe Braghò, che rivelò di aver trovato nuovi reperti – nelle stesse acquee – che potevano essere ricollegati al ritrovamento dei due guerrieri greci oggi custoditi nel Museo Nazionale di Reggio Calabria: la più significativa è una pupilla in bronzo completa di iride. Un ritrovamento su cui ci sono ancora diversi punti interrogativi, su quei reperti infatti ci sono studi in corso che accerteranno se possono davvero contribuire a scrivere un altro pezzo della storia dei Bronzi.
Trifoli: «Importante capire se il mare celi altri tesori archeologici»
Adesso, però, una nuova campagna di indagini archeologiche subacquee potrebbe riportare alla luce altro. Questa è la speranza del primo cittadino: «Apprendiamo la notizia con grande soddisfazione anche alla luce del recente ritrovamento di alcuni reperti antichi nelle acque di Riace, nella stessa zona da cui emersero i Bronzi, di un manufatto bronzeo con le caratteristiche di un occhio di statua e alcuni elementi di costruzione navale (chiodi e rivetto). E’ importantissimo avviare scavi con esperti per capire se il mare celi altri tesori archeologici. Uno degli obiettivi del cantiere – afferma Trifoli – potrebbe essere un nuovo ritrovamento sensazionale ma al contempo si dovrebbe creare un’area archeologica fruibile dai visitatori: il più ampio sito si trasformerebbe in tappa turistica per i visitatori dei Bronzi. Tutto ciò per la valorizzazione turistica ed economica non solo di Riace, ma di tutta l’alta Locride».
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