Il Piccolo Museo della Civiltà Contadina della Tenuta Bocchineri

Esistono angoli di Calabria che fanno del turismo rurale un’esperienza bella e soprattutto ricca, come accade a Rogliano, nel cuore della Valle del Savuto, all’interno della Tenuta Bocchineri. Nei tre ettari di parco storico-naturalistico c’è una casa sull’albero, la prima nata nel Sud Italia qualche anno fa, un piccolo rifugio sospeso nel verde del parco da dove si possono vedere i daini che pascolano in libertà nel bosco.


L’idea di Carmine Altomare, anima della tenuta, è la vita in natura, punteggiata da queste parti anche da piante monumentali. Poco distante dalla casetta svetta infatti una quercia secolare (una Rovere di oltre 200 anni) censita ufficialmente nell’elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia.

Con i suoi 28 metri d’altezza e una chioma che ne abbraccia 25, questa pianta si divide lo spazio con un rarissimo esemplare di nespolo germanico e con l’acquaro, un’antica muraglia in pietra a secco lunga 60 metri, esempio dell’ingegno idraulico contadino e tutelata dall’UNESCO.

Tra i sentieri della tenuta si scoprono le leggende dei briganti, come quella della celebre e sanguinaria Ciccilla, che si dice conoscesse bene i nascondigli del luogo, utilizzandoli per la sua banda. Quei rifugi sono oggi le tappe di un itinerario storico e botanico insieme, fino alle rive del fiume Lara.
Il cuore del recupero storico è però il Piccolo Museo della Civiltà Contadina, che dal 2023 è stato ufficialmente riconosciuto dalla Regione Calabria come struttura di interesse regionale, entrando di diritto nel Sistema Museale Nazionale.
All’interno di locali costruiti con rari mattoni di fornace degli anni ’50, il museo espone una collezione straordinaria degli oggetti dei mestieri scomparsi.
Si va dal deschetto del calzolaio del 1910 agli strumenti del maniscalco, fino allo zocculu in legno usato per la pulitura delle castagne essiccate.


Particolarmente cospicua è la sezione dedicata alla cucina e alla cantina. Qui, per esempio, un’antica porta in castagno (un tempo ingresso di un pollaio) protegge una raccolta di vini DOC del Savuto, celebrati anche da Mario Soldati nel suo celebre Vino al vino. Tra gli oggetti più curiosi, un fiasco del 1930 con doppia ampolla in vetro, un’invenzione geniale che permetteva di ghiacciare il vino senza annacquarlo, a dimostrazione di come la “tecnologia” rurale fosse in qualche modo sempre un passo avanti alle necessità del tempo. Tanti oggetti che cristallizzano un passato neanche troppo lontano, ma che fanno tenerezza, proprio perché solletica i ricordi di coloro che li hanno usati nella loro quotidianità . Â


Che si scelga di partecipare al “mondo delle api”, di adottare un albero o semplicemente di godersi il risveglio dalla veranda della casa sull’albero, ci si trova a scoprire una cartolina della valle del Savuto, un vero angolo di pace a pochi minuti dalla città .
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it


