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Calabria inizi ’900, il chirurgo che anticipò la laparoscopia moderna

Calabria inizi ’900, il chirurgo che anticipò la laparoscopia moderna

Storie d’altri tempi, di un giovane pioniere della medicina che, senza saperlo, vedeva già il futuro. È grazie a una recente e incredibile scoperta che la storia della chirurgia mininvasiva italiana potrebbe trovare oggi un capitolo inedito da aggiungere ai propri annali, dopo un ritrovamento documentale che sposta le lancette dell’innovazione medica indietro di oltre ottant’anni.

La prova risiede in dodici pagine autografe, riemerse quasi per caso nel dicembre 2025 tra i volumi dello Scrinium medicum di Paola. Il ritrovamento è avvenuto durante i recenti lavori di digitalizzazione di oltre 400 volumi della fine dell’Ottocento fino alla prima metà del Novecento, appartenuti al chirurgo Gino Iannelli (1898-1948) di Cetraro (CS), laureato con lode all’Università di Napoli, dopo aver interrotto gli studi per arruolarsi volontario nella Prima guerra mondiale, e specializzatosi successivamente in Chirurgia generale a Roma, con il maestro Roberto Alessandri.

Appunti probabilmente destinati alla pubblicazione scientifica, scoperti dal nipote diretto, il dottor Giuseppe Perrotta, già primario di Chirurgia generale all’ospedale di Praia a Mare e a Paola, che ha avuto modo così di chiudere un cerchio professionale e familiare lungo quasi un secolo.

In quelle pagine, Iannelli teorizzava e applicava già negli anni Quaranta quella che definiva Addominoscopia, descrivendo interventi in anestesia locale attraverso l’introduzione di un trocar e l’utilizzo di un cistoscopio per l’esplorazione endo-addominale.

«Si tratta di dodici pagine preziosissime, rinvenute casualmente dopo circa ottant’anni – spiega il dottor Perrotta – che raccontano una parte fondamentale della storia della chirurgia non solo locale. In quelle pagine c’è tutto: la tecnica, la visione, il rapporto umano con il paziente. È una scoperta che cambia la prospettiva sulle origini della laparoscopia».

In un’epoca in cui per gli interventi chirurgici si praticavano grandi e spesso traumatiche incisioni, Iannelli puntava invece sulla diagnosi precoce e sul minimo impatto sui tessuti, utilizzando – allora – aria ambientale filtrata per indurre lo pneumoperitoneo. Questa intuizione permetteva al cistoscopio di agire come una moderna telecamera endoscopica, rendendo il chirurgo un precursore della metodica mininvasiva, in anni in cui le risorse tecnologiche erano estremamente limitate. Un metodo sorprendentemente moderno per l’epoca, applicato nel piccolo ospedale di Cetraro, in un contesto periferico rispetto ai grandi centri universitari.

Iannelli fu figura di tale spessore per il territorio da legare indissolubilmente il proprio nome alle istituzioni sanitarie cittadine: dalla fondazione della sede originaria di inizio ‘900 nel centro storico, alla moderna struttura dell’Ospedale Civile che tuttora lo commemora. A testimonianza del suo lascito, la città gli ha inoltre intitolato una delle piazze principali del borgo antico

Oggi il dottor Perrotta, nel suo ruolo di curatore del Museo della Memoria della Città di Paola — realizzato con il contributo del Rotary e curato dall’associazione Custodi di bellezza della Città di Paola — custodisce e rende onore all’eredità del nonno all’interno del Complesso monumentale di Badia, situato a sud della città.

L’autorevolezza della scoperta trova riscontro anche nell’incredibile collezione di strumentaria medica del Museo, dove i ferri del mestiere appartenuti a Iannelli stuzzicano inevitabilmente un confronto con lo stato attuale della tecnologia chirurgica. L’ottica rigida del cistoscopio d’epoca e i pesanti trocar in acciaio brunito testimoniano come la tecnica di inserimento ideata ottant’anni fa rimanga, ancora oggi, il pilastro su cui poggia la moderna chirurgia robotica.

Il progetto di digitalizzazione dello Scrinium aprirà finalmente queste carte alla comunità scientifica. Nel frattempo, è possibile approfondire questa pagina della storia della medicina calabrese visitando il Museo della Memoria della Città di Paola.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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