Calabria longeva, a Hollywood il docufilm sugli studi di Valter Longo

C’è un paesino in provincia di Reggio Calabria finito ben due volte sul National Geographic, di cui una in copertina. È Molochio – poco più di duemila abitanti – che ha espresso nel tempo un numero di centenari smisurato rispetto a qualsiasi media. Tra questi, Salvatore Caruso, morto a 110 anni nel 2005 — tra i più longevi d’Italia.

Qui sono le origini di Valter Longo (nato a Genova, ma i genitori sono di Molochio), biologo e ricercatore di fama mondiale, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California e dello IFOM di Milano. Ed è da quella memoria — dall’odore della pasta e fagioli di sua madre, dal ricordo di Salvatore Caruso che lo ha visto crescere — che è nata una delle ricerche scientifiche più seguite al mondo sulla longevità umana.

Lo scorso 11 marzo, al Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival — la rassegna dedicata al cinema italiano che si tiene ogni anno nella settimana degli Oscar — è andato in prima mondiale al TCL Chinese Theatre di Hollywood il documentario Fasting and the Longevity Revolution, diretto da Barry Alexander Brown e narrato da Edward Norton. Il film, prodotto da Chiara Tilesi, è basato sui libri di Longo La Dieta della Longevità e Il Cancro a Digiuno. Libri in cui c’è la Calabria — i suoi borghi, i suoi centenari, le sue abitudini alimentari — insieme alla Sardegna, a Los Angeles e alle montagne dell’Ecuador meridionale. I borghi calabresi compaiono nel documentario come esempio concreto di come certi modelli di vita, radicati in una cultura alimentare antica, possano offrire risposte a domande che la medicina moderna pone da decenni.
Dalla Calabria a Hollywood, un viaggio nella scienza della longevitÃ
Il documentario segue Longo e altri ricercatori di primo piano attraverso tre continenti per rispondere a una domanda sul perché alcune popolazioni vivono molto più a lungo e in salute rispetto ad altre. La risposta passa per la genetica, per il digiuno periodico, per le abitudini alimentari di comunità che hanno mantenuto nel tempo modelli nutrizionali lontani dalla dieta industriale occidentale.



Molochio è una di queste comunità . Insieme all’isola di Okinawa in Giappone, a Ikaria in Grecia, ai monti dell’Ogliastra in Sardegna e alla penisola di Nicoya in Costa Rica, fa parte di quelle che gli esperti chiamano “zone blu” — piccole aree geografiche dove la longevità è fuori dalla norma e dove, come ha osservato Longo, si mangia in modo sorprendentemente simile: poca carne, molti legumi e verdure, frutta a guscio, qualche porzione di pesce, olio extravergine di oliva. Una cucina povera, in sostanza, che coincide con quello che la dieta mediterranea era prima di diventare quello che è oggi.


E su questo punto Longo è stato sempre molto diretto. La dieta mediterranea, sostiene, è stata nel tempo snaturata rispetto alla sua forma originale, trasformata dall’abbondanza in qualcosa di molto diverso da ciò che mangiavano i centenari di Molochio o dell’Ogliastra. La sua dieta della longevità è, nelle sue stesse parole, «una sorta di dieta mediterranea, alleggerita di carne rossa, pane, pasta, patate» — un ritorno a quella versione essenziale, vegetale e povera di proteine animali, che i calabresi delle generazioni passate seguivano non per scelta ideologica ma per necessità . Ed è proprio quella necessità , paradossalmente, che li ha portati a vivere più a lungo.
Molochio, Varapodio e il laboratorio calabrese della longevitÃ
«In Calabria ho capito che vivere a lungo è possibile» ha detto Longo in una recente intervista al Corriere della Sera. La lezione l’ha appresa da bambino, osservando come le persone del suo paese mangiavano e invecchiavano. Quella tavola povera — legumi, verdure, poco pesce, quasi niente carne — che ai suoi occhi di bambino era semplicemente il cibo di casa, è diventata il punto di partenza di venticinque anni di ricerca scientifica condotta tra Los Angeles, Milano e la Calabria.

Negli ultimi anni il lavoro sul campo si è esteso nella regione. A Varapodio, sempre in provincia di Reggio Calabria, la Fondazione Valter Longo ha avviato il primo grande studio clinico randomizzato condotto insieme all’European Longevity Institute. Quasi duecento partecipanti, per la maggior parte dall’area metropolitana di Reggio Calabria, coinvolti in un percorso di sei mesi per misurare gli effetti della dieta della longevità su patologie legate all’invecchiamento, al diabete e all’ipertensione. Lo studio punta a coinvolgere fino a cinquecento persone e a produrre una pubblicazione scientifica in grado di accreditare i risultati su scala internazionale.


Il paradosso che Longo segnala ripetutamente è che la Calabria oggi registra uno dei tassi di obesità infantile più alti d’Europa — fino al 42% contro una media nazionale del 29%. Due facce opposte, in sostanza: quella dei centenari di Molochio e quella di una popolazione giovane che si nutre o viene nutrita in maniera scorretta. È su questa frattura che la ricerca di Longo interviene con un progetto scientifico che può indicare un modello nutrizionale a cui si può tornare.
La premiere di Hollywood e il riconoscimento a Longo
Alla proiezione del TCL Chinese Theatre hanno partecipato Norton, il regista Brown, la produttrice Tilesi e lo stesso Longo, che dopo la premiere ha preso parte a un confronto con il pubblico. A Longo è andato il LA Italia Excellence Award, assegnato dalla presidente del festival Raffaella De Laurentiis. I proventi del documentario andranno alla Create Cures Foundation, la fondazione no-profit fondata da Longo per finanziare ricerche su nutrizione, prevenzione e terapie integrate per le malattie gravi. La distribuzione internazionale è prevista nei prossimi mesi.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)


