Caraffa di Catanzaro, dove due mari si incontrano

Nel cuore dell’Istmo di Marcellinara, nel punto più stretto della Calabria, sorge Caraffa di Catanzaro, un borgo di circa 1.800 abitanti sospeso tra il Parco Nazionale della Sila e il Parco delle Serre. Situato a 356 metri sul livello del mare, l’abitato si estende su un altipiano panoramico da cui, nelle giornate limpide, è possibile ammirare contemporaneamente il Mar Tirreno e il Mar Ionio. Caraffa è una tappa significativa della Ciclovia dei Parchi della Calabria, in particolare lungo la tratta Tiriolo–Girifalco, offrendo a viaggiatori e cicloturisti un incontro autentico tra paesaggio, storia e identità culturale.
Origini e storia del borgo
La fondazione di Caraffa risale al 1448 ed è legata alla potente famiglia Carafa, Duchi di Nocera. Nel 1550 il borgo accolse comunità di origine albanese, giunte in Italia al seguito di Alfonso d’Aragona, che qui si stabilirono grazie alla posizione strategica e alla disponibilità di terre. Da questo insediamento nacque una delle più antiche comunità arbëreshë d’Italia. Il nome del paese richiama anche il termine calabrese “garrafa”, vaso di creta di origine araba, scelto come simbolo di riconoscenza verso la famiglia Carafa. Nel 1783 un violento terremoto devastò l’abitato, causando crolli e vittime e rendendo necessaria la ricostruzione in località Ortali. La rinascita arrivò nei primi anni dell’Ottocento, durante la dominazione francese, che garantì al borgo l’autonomia amministrativa. Nel 1867 un Regio Decreto stabilì l’attuale denominazione di Caraffa di Catanzaro, per distinguerla da Caraffa del Bianco.


Identità arbëreshë e patrimonio culturale
Conosciuta in lingua arbëreshë come Garrafë, Caraffa è uno dei primi insediamenti albanesi in Italia. Ancora oggi si parla l’antico dialetto, tramandato oralmente insieme a riti religiosi, tradizioni e consuetudini che rappresentano una preziosa eredità culturale. Un ruolo centrale nella tutela di questa identità è svolto dall’Istituto della Cultura Arbëreshë “Giuseppe Gangale”, che ospita una mostra permanente dedicata al mondo artigiano e contadino e la “Natività Arbëreshë”, un presepe permanente unico nel suo genere.
Arte, architettura e luoghi di interesse
Nel corso dell’Ottocento Caraffa attirò anche l’attenzione di viaggiatori stranieri, tra cui Arthur John Strutt, pittore e scrittore inglese che realizzò acquerelli sugli usi, i costumi e la vita quotidiana del borgo. Tra i principali luoghi di interesse spiccano la Chiesa parrocchiale di Santa Domenica, elegante edificio di rilievo architettonico, e la Chiesa dei Maiorana, dedicata alla Madonna delle Grazie, situata nella campagna circostante.
Un borgo tra paesaggio e memoria
Caraffa di Catanzaro è un luogo in cui il viaggio diventa esperienza culturale: un borgo capace di unire natura, memoria storica e identità viva. Attraversarlo, anche in bicicletta, significa percorrere secoli di storia e incontrare una comunità che continua a custodire e raccontare le proprie radici.
Le foto sono state pubblicate sulla pagina Facebook Comune di Caraffa e sul web
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