Carlopoli, il restyling di piazza Salvatore Greco, un «luogo iconico

Nella storia di Carlopoli, paese situato esattamente al confine tra le province di Catanzaro e Cosenza, ci sono i segni della grandezza, oggi è qualificato come un piccolo centro delle aree interne ma nei secoli passati il suo territorio era invece il luogo attorno al quale migliaia e migliaia di persone gravitavano, costruivano e consumavano le proprie esistenze. Il riferimento di tutti e per secoli era la grande e monumentale Abbazia di Corazzo fondata dai benedettini nell’XI secolo, ricostruita un secolo più tardi dai cistercensi e luogo nel quale indossò le vesti monacali Gioacchino da Fiore. Oggi l’Abbazia sta ricevendo le cure di un imponente restauro, lavori che hanno già riservato sorprese (ancora riservate) e che presto restituiranno agli occhi dei visitatori questo straordinario monumento della storia economica e religiosa dell’intera Calabria. Nel frattempo Carlopoli si attrezza e cerca di ridefinire il suo volto, lo fa garantendo servizi e percorrendo la strada di quella rigenerazione urbana che a volte, con piccoli investimenti, è in grado di ridefinire spazi, abbellirli, restituirli alla comunità riassegnando antiche funzioni.



E’ il caso, ad esempio, di piazza Salvatore Greco, un luogo piccolo ed iconico nella storia della comunità carlopolese, oggetto nelle ultime settimane di un restyling con un obiettivo estetico ma anche culturale e sociale. Le piazze, grandi o piccole che siano, raccontano di soste prolungate, di incontri, di parole e silenzi. Di persone che non ci sono più e di nuove vite che perpetuano lo spirito di una comunità . Perchè, come è stato giustamente osservato, «per capire le piazze occorre frequentarle. E per frequentarle, non bisogna avere fretta. Le piazze raccontano, infatti, ma bisogna lasciargli il tempo di parlare».