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Cavolfiore, la Calabria quinta in Italia in una filiera che punta sul bio e IGP

Cavolfiore, la Calabria quinta in Italia in una filiera che punta sul bio e IGP

Ricerca e innovazione fanno del cavolfiore una coltura modello per la transizione ecologica e la resistenza al cambiamento climatico, spingendo la produzione nazionale verso le 358mila tonnellate annue — ottavo posto nel mondo, secondo in Europa dietro la Spagna. La Calabria occupa il quinto posto tra le regioni produttrici italiane, dopo Puglia, Campania, Abruzzo e Sicilia.

I dati sono emersi dalla seconda Giornata Nazionale delle Brassiche, organizzata alla Reggia di Portici a napoli con il patrocinio del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II.

«Il cavolfiore è una specie altamente sensibile alla temperatura e quindi particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico — ha spiegato Stefania De Pascale, docente di Orticoltura del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II. — Ma la filiera sta vivendo un’evoluzione importante: nuove varietà più resilienti, strumenti previsionali basati sui gradi giorno, irrigazione di precisione e riduzione degli input rendono il cavolfiore una coltura modello per la transizione ecologica». Sul piano commerciale il prodotto sta cambiando identità. «È nato il primo IGP — il Cavolfiore della Piana del Sele IGP — ed è in atto il passaggio ai segmenti ready-to-eat e plant-based, con un crescente interesse da parte della grande distribuzione organizzata» ha aggiunto De Pascale.

Il riconoscimento IGP sta già producendo effetti concreti sui prezzi. I produttori aderenti al Consorzio hanno ottenuto nella campagna in corso 1,80 euro al chilo, mediamente superiore di 55 centesimi rispetto al prodotto fuori certificazione, come evidenziato da Annamaria Medici, responsabile ortofrutta di Multicedi. La produzione biologica raggiunge le 12.200 tonnellate, in crescita rispetto agli anni precedenti. Sul fronte dell’export c’è ancora lavoro da fare: le 6mila tonnellate esportate verso Germania, Polonia e Austria sono meno della metà delle 15mila tonnellate importate.

info@meravigliedicalabria.it

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