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Da Milano all’Unical in bici, il viaggio di Sofia al sud per studiare Physics

Da Milano all’Unical in bici, il viaggio di Sofia al sud per studiare Physics

Una bici, una tenda, un sacco a pelo, un materassino e un piccolo fornello. Quanto ci vuole per arrivare da Milano a Cosenza? A occhio e croce due settimane, secondo il dito che scorre sulla cartina dell’Italia da nord a sud. Sofia Pejrano è arrivata così al campus di Arcavacata, dopo una pedalata di dodici giorni da Milano.

La meta l’aveva già scelta qualche mese addietro, il Corso di Laurea Magistrale in Physics del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, dopo aver conseguito la laurea triennale in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano. Ma perché arrivarci proprio in bicicletta? «Non volevo semplicemente prendere un treno o un aereo e ritrovarmi improvvisamente dall’altra parte d’Italia — racconta Sofia, intervistata dal Coordinamento Stampa e Comunicazione del Dipartimento di Fisica in occasione della Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori — volevo prendermi il tempo per metabolizzare il passaggio. Ho una grande passione per la bicicletta, la montagna e l’avventura, e a un certo punto mi sono detta, perché non scendere in bici?».

La scelta di Physics è arrivata dopo un anno di pausa dalla laurea triennale. «Durante il percorso in Ingegneria Fisica mi ero resa conto che l’approccio prevalentemente ingegneristico non era quello più affine a me — spiega —. In quell’anno ho avuto occasione di seguire alcune lezioni di Fisica e questo mi ha aiutata a capire cosa stessi realmente cercando. Era proprio l’approccio della fisica, la volontà di comprendere i fenomeni e andare a fondo delle cose, ciò che sentivo più vicino a me». Aveva messo a confronto diversi atenei, Trieste, Bologna, la Calabria, guardando soprattutto gli insegnamenti e la struttura dei percorsi. Anche all’Unical era arrivata indirettamente, seguendo le attività e le collaborazioni scientifiche del Dipartimento.

Nel giugno scorso era venuta per vedere di persona e capire se sarebbe valsa la pena avventurarsi. Poi l’incontro con qualche docente, la visita al laboratorio STAR. «È stata fondamentale — dice —. Ho avuto l’impressione di trovarmi in una realtà con tantissime potenzialità e, per quanto riguarda la fisica, in un ambiente che considero davvero un fiore all’occhiello. Mi aveva colpita soprattutto vedere come gli strumenti e le attività sperimentali siano all’ordine del giorno nella didattica. Puoi studiare il funzionamento di uno strumento e conoscerne perfettamente la teoria, ma poterlo vedere, comprenderne i componenti e utilizzarlo significa costruire un rapporto diverso con ciò che stai studiando». A convincerla sono state anche le persone. «Ho trovato un ambiente molto stimolante, sia parlando con i docenti sia confrontandomi con gli studenti. Era esattamente quello che cercavo per rimettermi in gioco».

Il passaggio da Ingegneria Fisica a Physics apre anche nuove direzioni di ricerca, ancora da definire. «Sento di essere ancora in una fase di scoperta — dice —. Al momento mi incuriosisce particolarmente la biofisica, ed è uno dei motivi per cui mi sono orientata verso il curriculum di Fisica della materia».

Ma il viaggio? «In realtà ho lasciato molto spazio all’improvvisazione», racconta Sofia. Pedalava finché aveva energie, e quando faceva buio cercava un posto dove fermarsi, a volte chiedendo alle famiglie del posto se potesse montare la tenda nei loro terreni. «Molto spesso le persone che incontravo finivano per invitarmi direttamente in casa. È stata forse una delle parti più belle del viaggio, ho incontrato persone straordinarie, alcune delle quali continuo ancora a sentire». Non sono mancati gli imprevisti, il materassino bucato, strade chiuse o campi da attraversare senza un percorso chiaro. «Quando viaggi da sola devi trovare una soluzione, adattarti e andare avanti».

Sono passati pochi giorni da quando Sofia ha lasciato lo zaino nella sua stanza del campus. «Sto iniziando adesso a conoscere il Campus e le persone che lo vivono. Mi piace molto l’idea di un’università organizzata come un vero campus, con gli alloggi e tanti servizi concentrati nello stesso luogo». Sul resto, dice, c’è ancora tutto da scoprire.

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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