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Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Altomonte

Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Altomonte

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Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Altomonte

Il borgo di Altomonte riserva scoperte inaspettate, come quella di trovarsi in un’isola di cultura toscana trecentesca tra le colline calabresi. Ci si trova di fronte a magnifici esempi di gotico angioino, architetture monumentali fuori dagli schemi del paesaggio meridionale, che richiamano la sontuosità della basilica di Santa Chiara a Napoli. Riedificata intorno al 1340 da Filippo Sangineto — mecenate alla corte di Roberto d’Angiò e in contatto diretto con i maestri senesi — la Chiesa di Santa Maria della Consolazione rivela la sua natura di bastide francese nella massiccia torre campanaria. All’interno, la purezza delle linee gotiche e il soffitto a capriate conducono al coro, dove si impone il monumento funebre dei Sangineto, il capolavoro di scultura trecentesca che riprende la lezione dei grandi maestri toscani attivi nel Mezzogiorno. Ogni particolare, dal rosone radiale alla memoria della campana reale fusa nel 1336, testimonia la visione di una committenza colta che ha importato il linguaggio artistico di Simone Martini e Tino di Camaino nel cuore della Calabria.

Momento ideale: sempre, ma in particolare al pomeriggio, quando il sole illumina frontalmente la facciata esaltando i volumi del rosone gotico.
Accessibilità: il sagrato pedonale è situato nel punto più alto del centro storico, raggiungibile a piedi tra i vicoli medievali.
Cultura locale: celebre “Città del Pane” e “Città Slow”; da non perdere l’olio DOP locale e i liquori artigianali dei Padri Domenicani.
Itinerario consigliato: il percorso si completa nel Museo Civico adiacente. Qui, oltre al San Ladislao di Simone Martini, tanti capolavori come La Madonna delle pere di Paolo Di Ciacio o le Formelle di alabastro con scene tratte dai Vangeli Apocrifi.

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