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Il Faro di Punta Alice

Al limite estremo di Cirò Marina, il Faro di Punta Alice svetta dal 1896 come una solitaria colonna sullo Ionio. La sua caratteristica torre ottagonale bianca, ricostruita nel 1931, non è solo una guida per i naviganti che doppiano la Punta, ma il perno attorno a cui ruota l’identità del luogo. Intorno al Faro infatti una storia millenaria sorge a pochi passi dai resti del Tempio di Apollo Aleo, l’area sacra dove l’eroe Filottete consacrò il suo arco. Oggi la lanterna sorveglia un litorale solitario di sabbia bianca e dune profumate di macchia mediterranea, pluripremiato con la Bandiera Blu. Un luogo evocativo per la gente di mare, e di particolare fascino per la storia archeologica: i reperti rinvenuti da Paolo Orsi, come la celebre testa dell’acrolito di Apollo, raccontano che questo promontorio era un faro di spiritualità già nell’VIII secolo a.C..

  • Momento ideale: sempre, ma in particolare al calare del sole, per vedere la lanterna accendersi mentre il profilo ottagonale della torre si staglia contro il rosa del cielo ionico.
    Accessibilità: comoda e pianeggiante. L’area intorno al faro è ideale per passeggiate panoramiche; i resti del tempio sono visibili a pochi metri dalla struttura principale.
    Cultura locale: sei nel cuore della “Città del Vino”. Qui il pregiato Cirò DOC nasce proprio in vigne baciate dal mare. La cucina è sapida e piccante, con la sardella a farla da padrona insieme al pescato del giorno.
    Itinerario consigliato: dopo aver visto il Faro e i resti di Apollo Aleo, raggiungi i settecenteschi Mercati Saraceni, con le due file di arcate in pietra un tempo e deposito per le merci. Lo spazio degli edifici è sede per attività artistiche e teatrali, a ridosso del mare. Prosegui verso il Museo Archeologico di Cirò Marina dove sono custoditi i reperti del tempio. Oltre a visitare poi i rigogliosi vigneti puoi visitare le cantine storiche presenti nel territorio, e poi raggiungere il borgo di Cirò Superiore per scoprire il Museo intitolato a Luigi Lilio, il calabrese che misurò il tempo e cambiò per sempre il calendario.



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