I megaliti di Nardodipace nel Parco delle Serre

I megaliti di Nardodipace nel Parco delle Serre
Nel 2005 i giornali titolarono sulla “Stonehenge italiana”, ma a Nardodipace quelle pietre imponenti erano note da sempre come pietri ’ncastedrati. Il loro aspetto monumentale ha diviso a lungo gli studiosi tra chi ipotizzava l’opera dell’uomo e chi l’azione della natura. Le indagini geologiche promosse dal Parco Naturale Regionale delle Serre e condotte con l’Università della Calabria confermano oggi che si tratta di geositi modellati dall’erosione tra 35.000 e 8.000 anni fa. Le forme squadrate e le pareti accatastate restano luoghi di incredibile forza visiva, immersi in un bosco fittissimo che per secoli ha alimentato i racconti popolari su antichi riti e tesori nascosti. Esplorare questi complessi permette di ammirare formazioni scolpite in profondità e messe a nudo dal tempo, spettacolari capricci della terra.
- Momento ideale: la primavera inoltrata e l’inizio dell’autunno sono i periodi perfetti per il trekking nei boschi delle Serre. In autunno, il foliage dei faggi e dei castagni crea una cornice cromatica spettacolare attorno alle pietre.
- Accessibilità: percorso di tipo escursionistico.
- Cultura locale: Nardodipace è uno dei comuni più isolati e autentici della Calabria, dove sopravvive una cultura legata alla montagna e alla pastorizia. Le “pietri ’ncastedrate” fanno parte dell’immaginario collettivo locale, legate a leggende di tesori e spiriti del bosco. La gastronomia è un’esperienza di sapori primordiali: i funghi porcini delle Serre sono i protagonisti assoluti, insieme alla castagna, alla pasta fatta in casa (come i maccarruni) e ai formaggi di pecora stagionati.
- Itinerario consigliato: visita il borgo vecchio di Nardodipace, abbandonato dopo le alluvioni degli anni ’50. Qui non si può resistere alla tentazione di inoltrarsi nei vicoli da dove, in fondo, appare lo spettacolo della natura, con le due valli dell’Allaro e dell’Aucella. Concludi la giornata a circa 30 minuti di auto, visitando la Certosa di Serra San Bruno, oppure fare un bagno di foresta, lo shinrin-yoku nel Bosco archifòro.


