Il Castello Murat di Pizzo Calabro

Il Castello Murat di Pizzo Calabro
Sospeso sulla rupe che domina il mare, il Castello aragonese di Pizzo (detto di Murat) nasce nel Trecento con la Torre Mastia, sentinella solitaria contro le incursioni saracene. Solo nel 1480, per volere di Ferdinando I d’Aragona, la struttura assume l’aspetto di una fortezza inespugnabile, concepita esclusivamente per la difesa e la prigionia. Il nome del castello resta però legato per sempre al destino di Gioacchino Murat, Re di Napoli e cognato di Napoleone, che qui venne rinchiuso dopo il tentativo fallito di riconquistare il trono. Il 13 ottobre 1815, nelle sale che oggi ospitano una suggestiva rievocazione storica, Murat affrontò il plotone d’esecuzione con un ultimo, celebre comando: «Risparmiate il mio volto, mirate al cuore». Esplorare i suoi bastioni e le celle permette di rivivere i momenti finali di un sovrano ammirato dal popolo, in un luogo dove la fredda architettura militare aragonese è stata il palcoscenico di un dramma che ha segnato il Risorgimento italiano.
- Momento ideale: sempre, ma il tardo pomeriggio è il momento ideale per godere del panorama dal bastione mentre il sole tramonta sul Golfo di Sant’Eufemia.
- Cultura locale: a pochi passi dal castello si trova la piazza principale, ideale per il rito del Tartufo di Pizzo dopo l’immersione nella storia napoleonica.
- Itinerario consigliato: fai un salto alla Chiesetta di Piedigrotta, lungo la scogliera. Rarissimo esempio d’ipogeo, è uno dei luoghi più visitati in Calabria.
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