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Il Museo Archeologico Lametino

Il Museo Archeologico Lametino racconta la storia antichissima della piana compresa tra Ionio e Tirreno, un territorio strategico che per millenni ha visto susseguirsi popoli, commerci e culture. Dal 2010 si trova nel complesso di San Domenico a Nicastro, l’antico convento domenicano dove studiò il filosofo Tommaso Campanella, uno degli edifici storici più suggestivi della città. Il percorso museale si articola in tre sezioni. Nella parte preistorica si conserva il magnifico nucleo di choppers del Paleolitico Inferiore da Casella di Maida, la più antica stazione preistorica della Calabria, insieme alle ceramiche neolitiche della piana di Curinga. La sezione classica illustra la presenza greca e la fondazione di Terina, con il tesoretto di Acquafredda (55 stateri incusi di Sibari) e reperti dall’abitato ellenistico di Iardini di Renda. L’Hydrìa di Cerzeto, pezzo iconico del Museo, quasi del tutto integra e decorata con dettagli in oro, raffigura scene a tema nuziale e uno sguardo raro sul mondo femminile greco. Nella sezione medievale splendidi materiali bizantini, ceramiche policrome, maioliche rinascimentali e un raro cannone di bombarda dal Castello di Nicastro.
  • Momento ideale: sempre, negli orari di apertura. Il museo organizza spesso eventi culturali nelle ore serali, come presentazioni di libri o conferenze sull’archeologia della Magna Grecia.
  • Accessibilità: il museo si trova in un edificio storico che è stato adeguato per essere completamente accessibile. 
  • Itinerario consigliato: Parco Archeologico di Terina, per vedere da vicino i luoghi da cui provengono molti dei reperti esposti. Una passeggiata nel centro storico di Nicastro fino ai resti del Castello Normanno-Svevo di Nicastro, da cui si gode una vista panoramica sulla piana di Lamezia.
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