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La Costa degli Achei

C’è una Calabria che sfugge ai riflettori e proprio per questo seduce di più. È l’Alto Jonio cosentino, un tratto di costa che porta nel nome, Costa degli Achei, l’eco potente della Magna Graecia e che si srotola per oltre 150 chilometri tra il Pollino e la Sila Greca, con il mare a fare da filo conduttore e la storia da costante compagna di viaggio.

Qui il paesaggio alterna lunghe spiagge luminose a borghi sospesi nel tempo. Villapiana, Trebisacce e Amendolara offrono un’idea di balneazione ancora autentica, lontana dagli eccessi del turismo di massa. Ad Amendolara, la Torre Spaccata emerge direttamente dalla sabbia come un frammento di passato rimasto a sorvegliare lo Jonio.

Il cuore urbano della costa batte a Corigliano-Rossano, comune giovane ma stratificato, dove l’arte e il potere si raccontano senza mediazioni. Nel Museo diocesano è custodito il prezioso Codex purpureus, manoscritto miniato tra i più importanti al mondo, mentre poco distante il Castello di Corigliano domina la piana con la sua mole severa. Costruito nell’XI secolo, probabilmente per volontà di Roberto il Guiscardo, il maniero si lascia attraversare come un romanzo storico: la prigione del monaco, le cucine ottocentesche, la Cappella di Sant’Agostino, gli ambienti nobiliari, fino al Mastio, vero simbolo della fortezza, con la scenografica scala a chiocciola che si avvolge per quattro livelli tra affreschi e decorazioni.

La Costa degli Achei è anche una terra di castelli protesi verso il mare. Quello di Roseto Capo Spulico, tra i più imponenti della Calabria, sembra nascere direttamente dalla roccia. A Rocca Imperiale, invece, la fortezza domina un borgo che profuma di limone Igp e poesia, raccontata dalle maioliche affisse sui palazzi storici durante il festival nazionale curato dall’editore Aletti.

Il mare, qui, non è semplice cornice. La spiaggia di Rocca Imperiale, al confine con la Basilicata, sorprende con acque limpide e spiagge sia sabbiose (San Nicola), ideale per delle bellissime passeggiate immerse nella natura, o con ciottoli come la spiaggia del lungomare, dello Scoglio Cervaro e della Pineta. In alcuni tratti, i fondali bassi, sono quelli ideali per un turismo lento e familiare. Più a sud, lo Scoglio del Cervaro regala acque trasparenti e fondali perfetti per lo snorkeling, in un tratto di costa ancora integro.

E poi c’è Sibari, nome che da solo evoca lusso, piacere e raffinatezza. Nell’antichità fu una potenza al pari di Locri e Crotone, tanto da consegnare al mondo il termine “sibarita”. Thurii-Copia fu per secoli capitale di un territorio vastissimo e oggi il Parco archeologico e il Museo raccontano questa grandezza con reperti che coprono un arco temporale dalla protostoria all’età romana. Un sito di straordinaria estensione e valore, considerato tra i più importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica. Simbolo indiscusso è il toro cozzante, statuetta in bronzo del IV secolo a.C., riemersa dagli scavi condotti tra il 2003 e il 2005.

A completare l’offerta, i Laghi di Sibari con 2.800 posti barca e un’idea di vacanza che unisce nautica, natura e relax. Con il Pollino a fare da sfondo monumentale e lo Jonio limpido sotto i piedi, la Costa degli Achei resta uno dei pochi tratti di Mediterraneo dove il tempo sembra rallentare. Un luogo da scoprire senza fretta, prima che il mondo se ne accorga.

Copertina ph Nicodemo Misiti

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