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L’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore

Per vivere in Calabria una delle più profonde esperienze mistiche, basta varcare la soglia dell’Abbazia Florense ed essere catapultati nel Basso Medioevo. Qui Gioacchino da Fiore volle cercare la sua fonte di spiritualità dopo aver perduto la sua Iure Vetere – oggi prezioso sito archeologico alle porte del borgo – in un incendio. Nel nuovo luogo di preghiera domina una spazialità nuda, senza orpelli, in cui la navata unica si allunga verso l’abside a Est, guidata dalla luce del rosone centrale, più grande, attorno al quale si dispongono tre rosoni minori in forma triangolare: una raffigurazione teologica di Dio che si rivela agli uomini. È la visione trinitaria di Gioacchino da Fiore, l’abate che Dante scelse di collocare nel XII Canto del Paradiso, definendolo «di spirito profetico dotato». Posizionato in abside, lo splendido altare barocco di Giovanbattista Altomare convive con le pietre spogliate dagli intonaci. Sotto la chiesa, la cripta custodisce l’urna con le spoglie di Gioacchino da Fiore.

  • Momento ideale: sempre, ma il primo mattino è il momento più suggestivo, per via della luce dell’alba che inonda la navata dai rosoni dell’abside.
  • Accessibilità: semplice. 
  • Cultura locale: San Giovanni in Fiore è la “Capitale della Sila” e la sua cultura è frutto della sua storia, della spiritualità gioachimita e della tradizione artigiana d’eccellenza. La comunità è celebre per l’arte della tessitura a mano (scuola di tappeti e tessuti pregiati) e l’oreficeria, con il simbolo orafo per eccellenza della Jennacca (o Gennacca), la preziosa collana in filigrana d’oro e perle scaramazze che adorna l’antico costume femminile. Altrettanto celebre è l’arte della tessitura a mano di preziosi corredi, ma anche di splendidi tappeti. La la regina della gastronomia è la Pitta ’mpigliata, nata qui come dolce cerimoniale, insieme ai prodotti del sottobosco e alla patata della Sila IGP.
  • Itinerario consigliato: alla visita allAbbazia e la Cripta segue quella al Museo Demologico situato nello stesso complesso abbaziale, tappa fondamentale per comprendere la vita quotidiana, i costumi e l’economia silana. L’annesso Fondo fotografico Saverio Marra è un prezioso archivio sulla storia sociale e antropologica della Sila. Concludi la visita spostandoti di pochi chilometri verso il sito archeologico di Iure Vetere, il luogo del primo insediamento gioachimita.
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