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Le Reali Ferriere ed Officine di Mongiana

Nel cuore delle Serre Calabresi, Mongiana racconta un’ambiziosa utopia industriale nata nel 1770 per volere dei Borbone. Qui il ferro estratto dalle miniere di Pazzano diventava cannoni, fucili e rotaie – come quelle fuse per la ferrovia Napoli-Portici, la prima in Italia – alimentando un polo siderurgico che nel 1860 impiegava millecinquecento operai. I magnifici resti della Fonderia e le sale della Fabbrica d’Armi svelano una storia fatta anche di riforme sociali d’avanguardia che garantivano le pensioni e l’istruzione pubblica per le maestranze. Dopo l’Unità d’Italia, il sito visse tensioni e sommosse, fino alla vendita all’asta del 1874 che spinse l’ex garibaldino Achille Fazzari a un ultimo, romantico tentativo di rilancio industriale. Tra i ruderi monumentali e l’elegante residenza della Ferdinandea, Mongiana resta la prova del progresso tecnologico di allora. E il fatto che tutto questo accadesse in montagna, nei boschi delle Serre, lontano dal mare e dalle grandi vie rende l’“utopia” ancora più sorprendente.

  • Momento ideale: sempre, ma la primavera e l’estate sono i momenti migliori per godere del clima fresco e rigenerante delle Serre Calabresi e per partecipare agli eventi culturali e alle visite guidate organizzate nel Parco Naturale Regionale delle Serre
  • Accessibilità: l’area industriale di Mongiana è vasta ma ben organizzata per la visita. I percorsi nel Parco della Fonderia sono su sentieri battuti o passerelle che facilitano l’esplorazione, rendendo il sito ampiamente accessibile. 
  • Cultura locale: qui si respira la secolare civiltà del legno, legata ai maestri carbonai e alla lavorazione del faggio, un’identità che oggi rivive nella biodiversità del Giardino Botanico di Villa Vittoria. A tavola, invece, tutti i sapori del bosco con i funghi porcini e le patate, accompagnati da formaggi locali e piatti a base di carne, simboli della cucina rurale e dignitosa delle Serre.
  • Itinerario consigliato: dopo aver visitato anche il Museo della Fabbrica d’Armi (MuFAR) non può mancare una visita alla vicina Serra San Bruno, per ammirare la Certosa e scoprire l’artigianato locale del legno.

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