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Le Terme Romane di Curinga

Per capire la grandezza dell’ingegneria di epoca romana basta camminare tra le mura del complesso termale di Acconìa di Curinga, uno dei meglio conservati dell’intera penisola. Costruito nel I secolo d.C. e restaurato più volte fino al Tardo Impero, questo impianto di 700 metri quadrati è un esempio straordinario di conservazione in alzato: le murature in opus testaceum — mattoni bessali quadrati di circa 20 cm di lato, disposti in filari — sono così intatte che in diversi punti raggiungono quasi l’altezza originaria, permettendo di entrare fisicamente nei volumi reali di duemila anni fa.

 Il fulcro architettonico del sito è il grande frigidarium di ottanta metri quadrati: un’aula rettangolare con due absidi semicircolari che dovevano ospitare vasche d’acqua fredda e nicchie per statue, coperta da una complessa struttura voltata. Il calidarium, orientato a sud-ovest secondo i precetti di Vitruvio per sfruttare il calore solare, era composto da due ambienti absidati ciascuno dotato di praefurnium. La chiarezza degli spazi, tra ambienti riscaldati, tepidarium e laconicum, restituisce la sequenza funzionale completa delle terme imperiali. Le terme sono un esempio rarissimo di architettura romana giunta fino a noi nella sua quasi integra elevazione.

  • Momento ideale: sempre, ma soprattutto nella bella stagione.
  • Accessibilità: il sito è facilmente raggiungibile, consigliate calzature comode.
  • Cultura locale: se l’artigianato della seta e della tessitura è stato per molti secoli un vanto, oggi  Curinga brilla grazie alle Fragole De.Co. di Acconia, un’eccellenza internazionale celebrata in una grande festa annuale. La tradizione si assapora nei piatti tipici come gli hilatiaddi (pasta fatta in casa con fagioli bianchi), i Buccunotti e l’olio D.O.C. “Lametia”.
  • Itinerario consigliato: dal complesso termale prosegui verso il “gigante buono”, il Platano Millenario patriarca della natura vicino all’antico Santuario di Sant’Elia Vecchio. A circa 30 minuti di macchina puoi raggiungere verso sud Pizzo e visitare il Castello Murat, oppure andare verso nord a Lamezia dove puoi fare un altro tuffo nella storia al Museo diocesano e al Museo Archeologico Lametino.

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