Museo Statale di Mileto

Museo Statale di Mileto
Ospitato nell’ottocentesco Palazzo Vescovile, il Museo Statale custodisce i frammenti superstiti di Mileto Antica, rasa al suolo dal sisma del 1783. Un millennio di storia, partendo dai marmi romani che il Gran Conte Ruggero I volle riutilizzare per decorare l’Abbazia della SS. Trinità, all’epoca tra i monasteri più influenti d’Europa fino ai sarcofagi trecenteschi di Ruggero Sanseverino e Giovanna d’Aquino, testimoni del periodo angioino, e gli arredi sacri dell’antica cattedrale.


Tra i pezzi più significativi il raffinato crocifisso eburneo scolpito a tutto tondo attribuito ad Alessandro Algardi, uno dei massimi esponenti del barocco romano. Tra le preziosità, anche il capitello a due facce, di forma trapezoidale, su cui si leggono decorazioni vegetali e, nella parte centrale, un felino che divora un altro animale. Il Museo è l’atlante di una città che fu la prima diocesi latina del Sud Italia e cuore politico della contea normanna, e che diffonde ancora oggi la grandezza di una capitale perduta.

- Momento ideale: Sempre, tenendo conto degli orari di apertura del Museo.
- Accessibilità: facile da raggiungere, si trova nel centro storico di Mileto.
- Cultura locale: qui lavorano ancora gli artigiani del legno e delle bellissime ceramiche. La cucina di Mileto è l’anima della Calabria rurale e montana, con sapori intensi, dominati dai pregiati salumi vibonesi e dai formaggi del Monte Poro. Il piatto simbolo sono i fileja al ragù di capra.
- Itinerario consigliato: Dopo aver scoperto i resti dell’antica capitale, nella frazione di Paravati puoi scoprire la storia della mistica Natuzza Evolo, proclamata serva di Dio dalla Chiesa cattolica, e il Santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. In meno di 20 minuti raggiungi l’incredibile Città Ipogea di Zungri. Chiudi il cerchio a Vibo Valentia, salendo al Castello Normanno Svevo per visitare il Museo Archeologico Nazionale, dove è custodita la preziosissima Laminetta Aurea.


