Nel Parco delle Serre dove la natura è sacra
Il Parco Naturale Regionale delle Serre copre una superficie di quasi 18.000 ettari e comprende 26 comuni delle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Si caratterizza per l’alternanza di conche montane, vallate profonde e dorsali imponenti. Tra le vette più elevate, il Monte Pecoraro (1.423 metri). Dalle sue cime lo sguardo si perde tra vallate profonde, boschi secolari e piccoli borghi arroccati, fino a intravedere, nelle giornate limpide, il Mar Ionio e il Mar Tirreno all’orizzonte. Il Parco è un vero paradiso per gli amanti della natura, con faggi, abeti e pini larici che si alternano a radure e corsi d’acqua cristallini, cascate nascoste e antichi mulini.
La fauna è ricca e variegata e ospita il raro cervo italico, reintrodotto negli ultimi anni con un progetto di conservazione, offrendo esperienze uniche di osservazione naturalistica. Il cuore verde delle Serre è particolarmente apprezzato anche dagli appassionati di ciclismo. Strade secondarie, tracciati naturalistici e percorsi in quota rendono il Parco ideale per mountain bike, gravel e cicloturismo. Parte del percorso della Ciclovia dei Parchi della Calabria, che collega Pollino, Sila, Serre e Aspromonte, il tratto delle Serre attraversa boschi, altopiani, il Lago Angitola e i centri storici di Torre di Ruggiero, Simbario, Spadola e Serra San Bruno. I percorsi mettono in rete natura, cultura e borghi storici, valorizzando un modello di turismo lento e sostenibile.
Accanto alle attività sportive più dinamiche, i boschi monumentali sono luoghi ideali per lo shinrin-yoku (“bagno di foresta”), una immersione sensoriale nella natura, per migliorare il benessere psicofisico. Accanto alla natura, il Parco custodisce un patrimonio storico e spirituale, la Certosa di Serra San Bruno, tra i più importanti centri monastici d’Europa e ancora oggi luogo di raccoglimento, silenzio e contemplazione. Nei primi anni del ’900, Norman Douglas colse l’intensa spiritualità che permea questo luogo, lasciandone testimonianza nei suoi scritti «Dietro il monastero si estende una maestosa foresta di abeti bianchi, null’altro che abeti; una presenza insolita per il Sud e il Centro Italia. Ero lì nell’ora dorata dopo il tramonto e di nuovo nella luce fioca del mattino, intrisa di rugiada; e mi sembrava che in questo tempio, non costruito da mani umane, risiedesse una magia più pura e sacra che negli stessi chiostri vicini».
Il Parco delle Serre è anche terra di comunità che custodiscono antiche tradizioni. Nei paesi che punteggiano il territorio sopravvivono mestieri artigianali tramandati di generazione in generazione, dalla lavorazione del legno e della pietra, alla cesteria, dalle ceramiche di Gerocarne, alle pipe artigianali di Brognaturo e alle produzioni legate alla vita dei boschi. Un patrimonio culturale vivo, che racconta l’identità profonda di queste montagne dove non è difficile incontrare i carbonai di Serra San Bruno che si tramandano un’antica tradizione. Tra boschi secolari e sentieri nascosti, questi maestri della legna e del fuoco trasformano la materia prima in carbone vegetale, rispettando un ritmo di lavoro scandito dai tempi della natura. Ogni cumulo, ogni controllo del fuoco racconta storie di pazienza, abilità e legame profondo con la montagna.
La scoperta delle Serre passa anche attraverso la gastronomia locale, fatta di sapori genuini e prodotti del territorio, tra funghi pregiati, formaggi e salumi, piatti della tradizione contadina e dolci tipici che parlano di stagioni, lavoro e convivialità.
Mongiana sorprende per il perfetto equilibrio tra storia, cultura e natura. Le Reali Ferriere e Officine Borboniche, con la Fabbrica d’Armi destinate all’esercito borbonico, oggi parte di un ecomuseo industriale (MuFAR), raccontano la storia del più importante polo siderurgico del Regno delle Due Sicilie con circa 1.500 operai impiegati nella lavorazione del ferro e dei semilavorati ferrosi. Mongiana affascina anche per le sue bellezze naturali. Il Parco Botanico “Villa Vittoria” invita a passeggiare tra le tantissime specie autoctone e poco distante un laghetto offre un angolo di tranquillità perfetto per relax, picnic o semplici momenti di contatto con la natura incontaminata delle Serre.
Capitolo a parte merita la Cascata del Marmarico che è un autentico capolavoro naturale. Con il suo imponente salto di circa 114 metri, è la cascata più alta della Calabria e una delle più suggestive dell’Italia meridionale. Le sue acque, provenienti dal Vallone Folea, si tuffano in un ambiente selvaggio e incontaminato, tra i boschi e le pareti rocciose del Parco Naturale Regionale delle Serre. Di grande impatto scenografico, soprattutto nei periodi di piena, la cascata rappresenta un luogo simbolico dove la forza dell’acqua e il silenzio della natura raccontano l’anima più vera e selvaggia della Calabria. Raggiungibile attraverso sentieri escursionistici, rappresenta una meta privilegiata per amanti della natura, del trekking e del turismo lento, offrendo un’esperienza profonda di contatto con l’ambiente e con l’identità del territorio.
In questo scenario si inserisce il Monastero di San Giovanni Theristis, nel territorio di Bivongi, uno dei più importanti complessi monastici di origine bizantina della Calabria. Luogo di spiritualità e silenzio, il monastero testimonia il ruolo centrale che quest’area ha avuto nei secoli come crocevia di culture e tradizioni religiose, rafforzando il legame tra paesaggio naturale e identità storica. Poco distante la celebre Cattolica di Stilo, gioiello dell’architettura bizantina. Incorniciata dal verde delle colline del Parco delle Serre, la Cattolica rappresenta un simbolo unico del patrimonio artistico e culturale calabrese.
Visitare il Parco Naturale Regionale delle Serre significa intraprendere un viaggio che unisce natura, cultura, spiritualità ed esperienze autentiche. Un luogo dove ogni sentiero racconta una storia, ogni borgo accoglie il viaggiatore e ogni paesaggio invita a rallentare, osservare e respirare.



