Pollino, gigante verde d’Italia nel cuore d’Europa
Il Parco Nazionale del Pollino è la più vasta area protetta d’Europa, con oltre 192.000 ettari che si estendono tra Calabria e Basilicata, interessando 56 comuni, di cui 32 in Calabria, nella provincia di Cosenza, e 24 in Basilicata, nella provincia di Potenza. Qui la natura detta ancora i propri ritmi e il paesaggio cambia continuamente, passando dalle alte vette rocciose e dagli altipiani modellati dal vento alle profonde gole scavate dall’acqua, come quelle del fiume Lao, lunghe diversi chilometri nei territori dei comuni di Laino e Laino Castello, e del Raganello a Civita, con pareti che in alcuni punti raggiungono grandi profondità e offrono scenari naturali spettacolari, tanto da essere mete particolarmente apprezzate per rafting, canyoning, river walking ed escursioni guidate.
Il paesaggio che sale e scende di quota si traduce in una ricchezza vegetale rara e sorprendente, dalle macchie mediterranee di bassa quota, con lecci, mirto, corbezzolo e lentisco, ai boschi montani di faggio, abete, larice, quercia e castagno, fino alle foreste d’alta quota dominate dal pino loricato. Alberi monumentali, modellati dal vento e dal gelo, che superano spesso il millennio di vita, come Italus, l’esemplare più antico d’Europa con i suoi 1.230 anni.
In primavera, le praterie alpine del Pollino si colorano di genziane, orchidee, narcisi e tantissime piante aromatiche. Un santuario botanico e una riserva vitale per specie faunistiche protette e in pericolo. Non a caso il nome “Pollino” deriverebbe, secondo la tradizione, dall’antico culto di Apollo, dio del sole e della bellezza, a suggellare un legame profondo tra mito, luce e montagna.
Accanto a una natura di straordinaria bellezza emerge un patrimonio umano e culturale profondamente radicato, fatto di borghi arroccati, antiche vie di comunicazione, tradizioni contadine e sapori autentici che raccontano una storia millenaria di identità e resilienza. Luoghi emblematici come Civita, con il Ponte del Diavolo sospeso sul Raganello e le Case Kodra dalle forme antropomorfe; Papasidero, con il graffito del Bos primigenius nella Grotta del Romito, uno dei più significativi esempi di arte rupestre paleolitica; e Cerchiara di Calabria, con il Santuario di Santa Maria delle Armi scavato nella roccia, rappresentano l’anima più autentica del parco, capace di unire natura, storia, memoria, spiritualità e bellezza senza tempo.
Un territorio dove antichi riti e tradizioni si intrecciano con la straordinaria bellezza dei paesaggi. Ad Alessandria del Carretto, ogni primavera prende vita la Festa della Pita, quando un imponente abete bianco (pitë) viene trasportato a braccia fino al centro del borgo e decorato con doni e prodotti tipici, simbolo di fertilità, rinascita e partecipazione comunitaria.
E quando arriva il carnevale, il borgo si anima con le Połëcënellë (o Policinelle), maschere tradizionali che sfilano per le strade tra danze e gesti rituali, richiamo di antichi riti propiziatori. Di grande suggestione sono anche i rituali dei flagellanti di Verbicaro, uno dei più antichi della Settimana Santa calabrese, e le celebrazioni delle comunità arbëreshë, come le vallje di Civita, che mantengono viva una cultura linguistica e religiosa in un tessuto culturale straordinariamente ricco e autentico.
Tappe irrinunciabili: Morano Calabro, con le sue faggete vetuste a Cozzo Ferriero, sito geologico riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità; Altomonte, con il suo affascinante borgo medievale; Castrovillari, conosciuto anche per il celebre Carnevale internazionale; e Oriolo, con il suo castello e gli uliveti secolari.
La Ciclovia del Pollino attraversa le vallate, i boschi e le montagne del Parco, ideale per chi desidera una pedalata tranquilla, ma anche sezioni più impegnative che si addentrano nelle zone montuose per un’esperienza più avventurosa, con panorami spettacolari e una vista privilegiata su una delle aree protette più affascinanti d’Europa, nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi.



