Festa Medievale a Santa Severina, storia di un patto con il Re di Napoli
Diciassette suppliche. Diciassette richieste che il popolo di Santa Severina consegnò ad Alfonso V d’Aragona il 20 novembre 1444, mentre il re era accampato fuori le mura con il suo esercito dopo aver risalito la via della marina ionica, attraversato il Neto e riconquistato il borgo dalla ribellione del marchese Antonio Centelles.
Santa Severina aveva capitolato, ma aveva così provato a negoziare i termini della resa. E il risultato fu straordinario per l’epoca, perché ritornò alla demanialità regia che la sottraeva al controllo feudale; perché ci fu l’indulto generale per tutti i delitti commessi durante la ribellione; l’esenzione totale dalle tasse per quindici anni; e l’impegno del re a rimettere in piedi il castello di Roberto d’Altavilla a proprie spese, sollevando i cittadini da un onere che sarebbe toccato loro. Alfonso accolse quasi tutto.



ph Saverio Pascale
E poi c’era la diciassettesima supplica, quella rimasta nella memoria: «Che quando alla maestà predetta piacerà di entrare in Santa Severina, che entri per amore di Dio con pochi cavalli e poco seguito perché la gente è povera e disfatta» (trad. Giuseppe Caridi, “La Calabria nei documenti Storici”, vol. I, dall’originale conservato nell’Archivio della Corona d’Aragona). La risposta del re: «La regia maestà acconsente». Questo episodio viene citato come uno dei momenti di massima dignità della comunità , che seppe trattare con il sovrano persino le modalità del suo ingresso in città .



L’approvazione dei “Capitoli” diede il via a una forma di autogoverno con il potere di eleggere i propri Sindaci Giurati.


Il castello è ancora lì a dominare la valle del Neto. E la memoria di quel patto rivive a Santa Severina nella Festa Medievale. Per la nona edizione, il 1° maggio, la rievocazione storica dell’arrivo di Alfonso V e la proclamazione dei privilegi.



Dal fossato del castello sarà il Giullarjocoso ad aprire ufficialmente l’evento e ad annunciare i protagonisti della rievocazione. Partirà poi il corteo storico con sbandieratori, falconieri, figuranti in abiti d’epoca, trombonieri e archibugieri. Piazza Campo è il fulcro di tutte le esibizioni dei gruppi — Tamburini di Santa Severina, Sirene del Nilo, Regia Medievalis, Falconieri del Re, Sinafe Medieval, Trischine, Arteare con il Giullarjocoso e la Dama della Luna. Nel pomeriggio il corteo dei santaseverinesi e l’ingresso dell’esercito di Re Alfonso nel fossato, annunciato dal Mastro Giurato. All’arrivo del Re avrà inizio la rievocazione storica con la proclamazione dei privilegi. E poi spettacoli fino a sera.
La Festa è promossa dal Comune di Santa Severina e realizzata dalla Pro Loco Siberene APS, con la rievocazione storica curata dal professor Giuseppe Barone e la direzione artistica di Monica Vescovi e Marzio Faleri.
Per programma e info: Pro Loco Siberene
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto copertina di Pro Loco Siberene