Francesco di Paola e Giovanni Paolo II. Così lontani, così vicini
È stato un rincorrersi di auguri di buon onomastico a tutti i Francesco o Francesca che vivono in Calabria e che portano con orgoglio il nome del Santo di Paola. Il 2 aprile, non è possibile contare i messaggi. Sono tanti, moltissimi, perché in questa regione quel nome richiama lui, il patrono della regione e della gente di mare. Casa sua è casa dei calabresi, e lui stesso è in ogni casa, negli oggetti di tutti i giorni, calendari, medagline, statuette, piccole edicole e santini. Una familiarità antica e intima, un senso di appartenenza che si sente e basta, anche senza frequentare messa.
Nacque a Paola nel 1416 in una famiglia di modeste condizioni e fu chiamato Francesco, come il santo di Assisi, per onorare un voto fatto dai genitori quando, essendo ormai la madre in età avanzata, pareva non esserci più speranza di avere figli.

A tredici anni scelse la vita eremitica in un campicello di proprietà paterna, poi costruì celle e una piccola chiesa, e intorno a lui si formò quella comunità che sarebbe diventata l’Ordine dei Minimi. Tutta la sua vita fu una declinazione di quella scelta, stare dalla parte dei poveri, dei lavoratori, degli umili, delle vittime delle angherie dei potenti. Quando Ferrante d’Aragona gli offrì un vassoio di monete d’oro, Francesco ne prese una, la spezzò con le dita e fece sprizzare sangue pronunciando «Sire, questo è il sangue dei tuoi sudditi che tu opprimi e che grida vendetta al cospetto di Dio». Morì in Francia il 2 aprile 1507, ed era un venerdì santo, mentre si celebrava la Passione di Gesù.


I calabresi lo sentono nel profondo uno di loro. Lo disse anche Papa Giovanni Paolo II, che di Francesco sapeva molto prima di mettere piede in Calabria. Il 5 ottobre 1984, pellegrino al Santuario di Paola, aprì il suo discorso: «Io conoscevo a stento Roma, a stento Milano e le altre grandi città italiane, ma conoscevo bene Paola per via di San Francesco». Quel giorno parlò ai calabresi con semplicità : «Voi lo sentite giustamente come uno di voi, con le caratteristiche proprie di questa vostra regione, la tenacia, la laboriosità , la semplicità , l’attaccamento alla fede avita. Ovunque egli è stato, ha portato le virtù di questo popolo».
Giovanni Paolo II morì il 2 aprile 2005. Era il giorno di San Francesco di Paola. Che fosse una coincidenza o qualcosa di più, dipende da come si guardano i segni. E anch’egli, poi, fu proclamato santo. Per i calabresi, la risposta è molto semplice.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)