Giancarlo Cauteruccio ci ha insegnato che il teatro non è un luogo da abitare

«Giancarlo ci ha insegnato che il teatro non è un luogo da abitare, ma una soglia da attraversare. La sua ricerca e la sua visione continueranno ad essere guida e ispirazione per il nostro lavoro». La compagnia teatrale Krypton saluta il suo fondatore Giancarlo Cauteruccio, scomparso ieri a Sibari. Una delle grandi figure innovative della seconda avanguardia teatrale italiana. A partire dalla fine degli anni 70, ha dato vita a una ricerca radicale e riconoscibile, fondata sull’incontro fra teatro, arti visive, poesia, architettura e nuove tecnologie, mantenendo la centralità del rapporto fra corpo, spazio e parola. Approdato a Firenze nel 1977 fonda Il Marchingegno, esperienza da cui nasce la Compagnia teatrale Krypton. Trampolino di lancio sarà lo spettacolo Eneide con le musiche dei Litfiba presentato anche a ‘La Mama Theatre’ di New York in occasione del festival Benvenuto new theatre Italy. Fondamentale nella sua ricerca il dialogo con le opere di Samuel Beckett. Nel 2004, per l’interpretazione de L’ultimo nastro di Krapp, entra nella terna del premio Ubu quale miglior attore, nel 2006, per il suo Trittico Beckettiano, è premiato dall’Associazione nazionale dei critici di teatro. Successo otterrà poi l’adattamento di Ubu c’è da Alfred Jarry, vincitore a Napoli del premio Girulà e inserito tra le nomination degli Olimpici del Teatro (Eti). La sua ricerca ha attraversato anche la tragedia classica, il teatro di Shakespeare, la letteratura novecentesca, oltre a un rapporto vivo con celebri artisti visivi. Centrale anche l’uso della lingua calabra, adottata come materia sonora, poetica e identitaria.
Dal 1991 al 2015 è stato anche direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, ha fondato e diretto il Magna Graecia Teatro festival e curato regie d’opera contemporanea per la Biennale musica di Venezia e il Maggio musicale, e la messa in scena de L’Oro del Reno di Wagner su commissione dell’ente lirico austriaco nell’auditorium della Brucknerhaus di Linz, del Gilgamesh di Franco Battiato e della Sonnambula di Bellini per la regia di Pupi Avati, entrambe al Teatro dell’Opera di Roma. I suoi lavori all’estero sono stati ospitati a Mosca, Kassel, Linz, Berlino, Zagabria, Oslo, Valencia. Opere di video-teatro sono conservate presso gli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano.
Lasciata Firenze nel 2021, Cauteruccio era tornato nei suoi luoghi di origine firmando tra l’altro opere di impegno civile come Chiamata alle Arti per Cutro. Arithmos KR46M0, sulla spiaggia della strage. Tra gli artisti con cui ha lavorato da Irene Papas a Piera degli Esposti, da Ornella Vanoni a Marc Augé e Mario Luzi.


