Giorno del Ricordo, l’Accademia di Belle Arti di Reggio espone a Trieste

Voci messe a tacere e storie del passato riportate alla luce attraverso la forza della materia. È l’arte che riconcilia, comprende e guarisce, perché colma il vuoto di una memoria a lungo rimossa. In questo è il senso dell’operazione site-specific compiuta dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria a Trieste. Qui la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è diventata corpo in Momentum, l’installazione collocata simbolicamente in Largo Panfili. L’installazione è un’anticipazione dell’opera definitiva, quella che è soprattutto la vincitrice del primo concorso nazionale indetto dal Ministero dell’Università e della Ricerca rivolto alle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

L’opera è stata infatti concepita nei laboratori reggini dagli studenti Jasmine Iannì e Giuseppe Sabatino sotto la guida dei professori Luigi Citarrella, Francesco Scialò e Pietro Colloca. Il progetto originale sarà un imponente cilindro in plexiglass trasparente alto sei metri e con un diametro di tre, in cui sono incastrati, ma come fossero nel vuoto, 18 corpi in caduta libera sui quali è stato fatto un particolare studio di illuminotecnica. L’opera sarà completata entro l’anno e installata a Trieste.
La versione “anteprima” presentata nel Giorno del ricordo si sviluppa in verticalità su un asse che sorregge figure a grandezza naturale realizzate in resina bianca. Sono corpi fissati in una caduta perpetua, in una dimensione fuori dal tempo che evoca il tragico destino delle vittime e l’abisso fisico e morale delle foibe. La resina bianco candido e le posture tese e contorte trasmettono una tensione che è un grido muto, una forza plastica che costringe l’osservatore a fermarsi davanti all’assenza e alla verità storica.

L’opera non è infatti una celebrazione monumentale, semmai è un’opera interrogativa che utilizza la trasparenza e il vuoto come metafore dell’invisibilità a cui queste vicende sono state condannate per decenni. Un breve racconto emozionale è nel video “Monumentum“, che documenta il processo creativo e il valore simbolico dell’installazione, realizzato dalla studentessa dell’Accademia reggina Maria Carmela Macrì, con la supervisione della professoressa Rosita Commisso.
L’intervento ha visto anche la parte performativa di danza curata dal professor Marcello Francolini e dalla coreografa Vittoria Guarracino. Gli studenti Davide La Gamba, Andrea Albanese, Angela Gargano, Maria Guarnera, Roberta Giamboi e Denise Violani hanno simbolicamente scavato, sono caduti, si sono aggrappati e hanno respirato facendo sentire quegli attimi di vita rubata, diventando quei corpi, essi stessi luogo della memoria.


L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Piero Sacchetti, si fregia di questo riconoscimento nazionale che premia la sperimentazione artistica e la responsabilità civile, perché l’arte pubblica è sempre uno straordinario strumento affinché la cancellazione identitaria non trovi più spazio nel futuro.
«Ricordare il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata significa custodire una ferita profonda della nostra storia e trasformare la memoria in una responsabilità condivisa». È quanto ha dichiarato il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini in occasione del Giorno del Ricordo. «L’arte – ha aggiunto – possiede una forza straordinaria attraverso il suo linguaggio universale. Essa parla a tutti, supera i confini del tempo e rende visibile ciò che rischia di scivolare nell’oblio. Per questo rappresenta uno strumento essenziale di Memoria e un veicolo di pace e di speranza, capace di dialogare soprattutto con le nuove generazioni»
Dopo la tappa triestina il Ministero si appresta a pubblicare il nuovo bando per la seconda edizione. L’opera vincitrice approderà a Venezia, altro luogo simbolo della memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)


