Il Manifesto di Squillace, 26 borghi calabresi chiedono futuro in Senato
Il primo aprile scorso, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica, ventisei borghi calabresi hanno portato a Roma il Manifesto di Squillace — il documento siglato lo scorso settembre tra sindaci, associazioni e comunità delle aree interne della Calabria — per chiedere alle istituzioni nazionali tavoli tecnici permanenti che trasformino le proposte in politiche realizzabili. Il convegno “Borghi di Calabria in Ascolto”, promosso dall’Associazione Borghi da Ri.Vivere su iniziativa della senatrice Clotilde Minasi, ha riunito sindaci, esperti, imprenditori e rappresentanti istituzionali in una giornata che ha messo sul tavolo numeri e storie concrete.


I numeri raccontano di una Calabria in cui tre borghi su quattro sono oggi privi di uno sportello bancario fisico, con una percentuale di internet banking del 33%, la più bassa d’Italia. Su 404 comuni calabresi con meno di 500 abitanti, molti convivono con strade interrotte, servizi sanitari rarefatti e scuole a rischio chiusura. Gli eventi meteorologici estremi delle ultime settimane hanno reso del tutto evidenti le comunità isolate, le infrastrutture compromesse, i servizi sospesi. «Questi episodi non sono eccezioni — ha detto Giovanni Renda, presidente dell’Associazione Borghi da Ri..Vivere —. Sono la prova che i territori interni sono esposti e troppo spesso dimenticati».


Eppure i borghi non sono territori rassegnati, e il convegno lo ha dimostrato portando storie che vanno in direzione contraria. Tra le tante testimonianze, quella di Miriam Pugliese che è tornata a San Floro, comune di 500 abitanti in provincia di Catanzaro, e ha fondato Nido di Seta — una startup internazionale a maggioranza femminile che produce filati per l’alta moda e tessuti tradizionali calabresi, diventata caso studio persino in Giappone. Il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, ha raccontato di sei ristoranti e trenta strutture ricettive nate in un comune di 800 abitanti grazie alla valorizzazione delle tradizioni arbëreshë. O, ancora, la storia di San Sostene, dove un impianto di energia rinnovabile costruito con fondi comunali dà oggi lavoro a venti famiglie locali.


La senatrice Minasi ha annunciato un disegno di legge che prevede incentivi fiscali per pensionati e lavoratori disposti a trasferire la residenza in comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha ricordato la misura “Abita i borghi montani” — agevolazioni per chi sceglie di vivere nei borghi calabresi sotto i 3.000 abitanti — con duecento persone già in procinto di trasferirsi. Il prossimo passo è l’avvio dei tavoli tecnici tra le amministrazioni locali e il governo centrale, sui quattro temi del Manifesto: connessioni, giovani e nuove economie, welfare di prossimità , governance e risorse. «I borghi non chiedono assistenza — ha concluso Renda —. Chiedono la possibilità di essere messi nelle condizioni di contribuire pienamente allo sviluppo del Paese».
I ventisei comuni firmatari del Manifesto di Squillace sono: Altilia, Aiello Calabro, Amaroni, Aprigliano, Bianchi, Camini, Careri, Centrache, Civita, Cropani, Davoli, Fabrizia, Frascineto, Gerocarne, Guardavalle, Nocera Terinese, Laino Borgo, Morano Calabro, Palermiti, Scigliano, Petrizzi, San Pietro in Amantea, San Sostene, Squillace, Staiti, Stalettì. Al progetto aderisce anche il G.A.L. — Gruppo di Azione Locale delle Serre Calabresi.
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it