Il ritorno della regina dei fiumi, la lontra riappare tra i boschi della Sila

Nel freddo intenso di questi giorni dalla natura della Sila arriva un altro bel regalo. Tra la neve dell’altopiano, all’interno della Riserva della Biosfera MAB UNESCO, è stata infatti osservata e documentata una lontra, intenta a tuffarsi e riemergere nelle acque gelide di un corso nascosto nel fitto del bosco.


L’avvistamento è avvenuto durante un monitoraggio ornitologico condotto da Alfredo Bruno, volontario del Gruppo Locale di Conservazione LIPU della Sila, che con il binocolo ha intercettato il movimento del mustelide proprio mentre la luce del tramonto calava sulla Sila Grande. Lo scatto, “rubato” nel silenzio più assoluto per non disturbare l’animale, rappresenta un dato di immenso valore scientifico. La lontra, considerata estinta su queste montagne per decenni, ha ritrovato in Sila l’habitat ideale per tornare a vivere e riprodursi.


Ricordiamo che il Parco Nazionale della Sila è parte attiva di NATURES, uno dei progetti del Programma Interreg VI-A Grecia-Italia 2021/2027 dedicato alla conservazione degli habitat e delle specie prioritarie nell’area adriatico-ionica. Le azioni di NATURES sono infatti dirette alla protezione di specie simbolo della biodiversità e vedono il Parco impegnato nello sviluppo di misure specifiche per la tutela della lontra europea, considerata una specie chiave per l’intero ecosistema.
La presenza di questo mustelide è un indicatore formidabile della salute del territorio perché sceglie solo luoghi dove regna una tranquillità assoluta e dove i fiumi sono carichi di vita. L’avvistamento premia così il lavoro perseverante dei membri della LIPU e le strategie di conservazione messe in campo dall’Ente Parco. Il ritorno della regina dell’acqua tra i giganti silani è la prova che, quando il rispetto per l’ambiente e la cooperazione tra istituzioni si uniscono, la natura sa come riprendersi i suoi spazi.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
In copertina la lontra europea (Lutra lutra) nello scatto di Alfredo Bruno.


