La Calabria al Vinitaly, il Premio Betti alla Tenuta del Travale di Rovito
Centoundici aziende del vino, degli amari e degli spiriti, oltre duemila metri quadri di stand, reperti del Museo Archeologico di Sibari e una mostra di bottiglie storiche. La Calabria presente al Vinitaly 2026 di Verona difficilmente passa inosservata, costruita intorno al claim “dove tutto è cominciato” — un riferimento all’antica Enotria e alla storia della viticoltura che in questo territorio ha mosso i primi passi.
Alla cerimonia inaugurale, presentata dal giornalista Rai Massimiliano Ossini, il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e gli assessori regionali Gianluca Gallo all’Agricoltura, Giovanni Calabrese al Turismo ed Eulalia Micheli all’Istruzione. Nel corso della giornata anche i ministri Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso e Alessandro Giuli hanno visitato lo stand calabrese, insieme al Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

Il riconoscimento più atteso della giornata è andato a Raffaella Ciardullo della Tenuta del Travale di Rovito, premiata con il Premio Angelo Betti — il riconoscimento istituito nel 1973 e intitolato al padre fondatore di Vinitaly — assegnato ogni anno nella giornata inaugurale ai benemeriti della vitivinicoltura che danno un contributo significativo al miglioramento qualitativo della produzione vitivinicola.

Tenuta del Travale, nel 2025, si era guadagnata la copertina di Gambero Rosso per incarnare la rinascita della viticoltura calabrese. Un riconoscimento che racconta bene cosa sia una piccola azienda che pratica viticoltura eroica in appena due ettari sulle colline della Presila, a 520 metri di altitudine, dove Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio crescono su terreni in pendenza lavorati interamente a mano. La sua filosofia è quella dei vin de garage — produzione limitata, attenzione maniacale al dettaglio e ai ritmi della natura, nessuna concessione alla quantità.


Le fermentazioni sono spontanee, l’affinamento avviene in botti di rovere e in tonneaux di castagno locale, quello degli alberi secolari della zona. Per l’Eleuteria, la special edition da 600 bottiglie numerate, si è scelto invece l’affinamento in anfora di cocciopesto per 22 mesi — un materiale in uso nell’antichità, che esalta freschezza e mineralità senza alterare il carattere del vino. È ancora una volta tra i 50 Vini Rari d’Italia della Guida Gambero Rosso 2026, I tre vini IGP della tenuta — Eleuteria, Esmén Tetra ed Epicarma — portano nomi di origine greca che richiamano la storia millenaria del territorio: libertà, essenza, creatività. Tra i riconoscimenti, i 5 Grappoli Bibenda, i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, la Coupe de Coeur della Guida AIS e punteggi eccellenti da guide internazionali come Terroir Sense di Ian D’Agata. A seguire la vinificazione è l’enologo Emiliano Falsini, uno dei nomi di riferimento nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani.


Dal Vinitaly sono arrivati anche due annunci importanti. Il Vinitaly and the City raddoppia: dopo l’appuntamento di Sibari, dal 17 al 19 luglio, quest’anno si aggiunge una tappa l’1 e 2 giugno sul lungomare di Reggio Calabria. A lanciare l’iniziativa l’assessore Gallo insieme ai vertici di Verona Fiere, al direttore del Dipartimento Agricoltura Giuseppe Iiritano, alla direttrice Arsac Fulvia Caligiuri e al sindaco di Cassano Gianpaolo Iacobini.
Il secondo annuncio riguarda il Merano Wine Festival, che torna in Calabria il 5, 6 e 7 giugno a Cirò, Cirò Marina e Melissa. Grande soddisfazione dei sindaci Mario Sculco, Andrea Aprigliano e Luca Mauro, e del Presidente del Consorzio Cirò Carlo Siciliani, che ha attestato la crescita del settore grazie a una maggiore consapevolezza delle grandi potenzialità che il territorio esprime.
La serata del Vinitaly and the City, in piazza dei Signori a Verona, ha visto oltre tremila persone ballare con Ema Stokholma grazie alla partnership tra Regione Calabria Film Commission, diretta da Giampaolo Calabrese, e Radio 2 e Rai Com.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)