La castagna calabrese: bosco, tradizione e buona tavola

Il Castagno è tra i simboli, per definizione, della stagione autunnale. Da ottobre a novembre, i boschi e i castagneti sono pronti per la raccolta di un frutto molto nutriente, storicamente prezioso alle necessità alimentari degli inverni più rigidi. Non solo frutto: dalla macinazione delle castagne si ricava infatti un’ottima farina, la si impasta per infornare il “pane scuro”, quello cosiddetto dei poveri ma che riusciva ad imbandire non poche tavole. La castagna calabrese è poi il frutto di un territorio evidentemente produttivo, che garantisce sempre genuinità, quella che sa farsi anche lunga tradizione.


Di castagne in Calabria ne assaporiamo tante, dalla ‘Nserta Calabrese alla Ruvillese, dalla Riggiola fino alla qualità Arturo, e ancor di più al Marrone di San Donato, qualità diffusa nei boschi del borgo di San Donato di Ninea e alla quale è dedicata una tradizionale Festa d’Autunno.



È in questi momenti che si armonizzano convivialità e senso della tradizione. Storia e folclore a parte, riscoprire la bontà dei sapori è anche un fatto di territorio, di immersione nei luoghi naturalistici caratterizzati dalla presenza di castagneti: come quelli della Sila Piccola, nel catanzarese, è qui che si trova anche l’unico museo della regione dedicato alla castagna, alla sua storia, lavorazione e tradizione contadina. È il Museo della castagna e dell’Arte Contadina di Cerva, là dove cresce il monumentale Castagno del Cielo.
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