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La Cattolica di Stilo deve riaprire, lanciata una petizione popolare

La Cattolica di Stilo deve riaprire, lanciata una petizione popolare

La Pro Loco “Tommaso Campanella” di Stilo ha avviato una petizione popolare per chiedere la riapertura immediata della Cattolica, il monumento bizantino del X secolo che è ancora inaccessibile ai visitatori. Con la chiusura prolungata e l’avvio della stagione turistica, cittadini e associazioni lamentano danni significativi all’economia locale con tanti gruppi organizzati che hanno rinunciato a visitare Stilo, tante scuole che non hanno potuto pianificare le visite di primavera e i molti visitatori che arrivano e trovano il cancello sbarrato. La Pro Loco sta già raccogliendo le firme della petizione e le presenterà al sindaco con una comunicazione protocollata, chiedendo informazioni ufficiali sullo stato dei lavori, un cronoprogramma certo e la valutazione di una riapertura, anche parziale, nel più breve tempo possibile. Una riunione cittadina è già in programma per il fine settimana.

La cattolica è stata interessata già nel 2024 da un restauro degli affreschi interni, condotto dall’Università della Calabria in collaborazione con la Direzione Regionale Musei. Il secondo intervento sta riguardando invece il recupero, la valorizzazione e la messa in sicurezza delle strutture monumentali e del parco circostante. Gli avvisi ufficiali della Direzione regionale Musei documentano proroghe successive tra febbraio e aprile 2025. L’ultima però compare sul sito della Direzione regionale Musei nazionali Calabria con l’informazione della chiusura prorogata ufficialmente fino al 30 aprile 2026, per consentire il regolare svolgimento degli interventi di restauro e valorizzazione.

Ma a spiegare quanto si può osservare sul posto è Enzo Mario Minervino, presidente della Pro Loco, che racconta dei lavori di fatto fermi e nessuna ditta al lavoro nel cantiere. E poi dell’albero caduto durante il maltempo dei mesi scorsi sul viale d’accesso al monumento e non ancora rimosso, e la presenza di altri alberi pericolanti che rappresentano un altro rischio ancora. «La ditta, secondo il mio parere, non ha terminato i lavori — dice Minervino —. Nessuno li ha controllati, nessuno li ha spinti a terminarli. Si sono visti solo due operai. Pensare che si possano portare a temine i lavori entro il 30 aprile prossimo non crediamo sia possibile, anzi temiamo concretamente una ulteriore proroga della chiusura. È questo che desta la preoccupazione più forte».

Nel comunicato diffuso dalla Pro Loco, anche la richiesta di riapertura parziale, che in realtà ha già un precedente. «Anni fa era già stato tentato un restauro lasciando entrare i visitatori, anche con l’impalcatura all’interno — racconta Minervino —. Si poteva visitare lo stesso. Questa volta invece hanno chiuso tutto».

Di quanto sia poi la ricaduta economica su Stilo con la cattolica aperta è presto detto: il monumento bizantino attira ogni anno circa 50.000 visitatori documentati, con una stima complessiva che arriva a 80.000, ma quest’anno «non c’è stata una scuola che abbia fatto visita a Stilo in questo periodo — aggiunge Minervino —. Le scuole non hanno messo nel calendario la visita alla Cattolica. E quando mancano questi gruppi, è un danno enorme, non solo per noi ma per tutto il territorio, per Bivongi, per gli altri comuni vicini con cui siamo normalmente collegati quando si pianificano i tour in questa area».

La Pro Loco punta a concludere la raccolta firme entro una settimana. «Vogliamo sapere con assoluta certezza se hanno intenzione di riaprirla — conclude Minervino —. Noi spingiamo su quello, senza fare polemiche e senza puntare il dito contro nessuno. Vogliamo la Cattolica aperta da subito».

Stilo è anche altro, e non a caso è nel circuito de I Borghi più belli d’Italia, ma va da sé che l’attrattore principale è la Cattolica, la piccola chiesa fondata tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo dai monaci orientali che, nell’ultimo periodo del dominio bizantino, si insediarono sul Monte Consolino. La sua forma pressoché cubica, con cinque corpi cilindrici che sorreggono altrettante cupolette, è il simbolo stesso di Stilo e della Calabria bizantina.

Bella nella sua forma esteriore tanto quanto l’interno in cui quattro esili colonne, provenienti probabilmente da siti di epoca ellenistica e romana preesistenti nel territorio, sostengono il tamburo della cupola centrale. Su una è incisa una croce gemmata con un’iscrizione tratta da un testo biblico sull’Epifania; su un’altra due iscrizioni in lingua araba — la Professione di fede islamica e la frase «a Dio la lode» —. Le pareti erano interamente ricoperte di affreschi, diversi cicli dal X al XV secolo scoperti nel 1927 da Paolo Orsi, di cui restano ampie porzioni ben tenute e visibili.

La piccola chiesa eremitica – da annotare tra le curiosità moderne – è raffigurata sulla filigrana di una delle pagine del passaporto italiano, ed è nella lista dei candidati UNESCO dal 2006.

Chi vuole aderire alla mobilitazione può contattare la stessa Pro Loco al numero 329 2961858.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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