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La Cicogna nera della Riserva del Vergari ripresa dalla TV tedesca

La Cicogna nera della Riserva del Vergari ripresa dalla TV tedesca

Eleganti e leggere compiono voli incredibili di migliaia di chilometri, mettono in comunicazione habitat lontani, dall’Europa all’Africa: un ponte naturale tra continenti e ambasciatrici della biodiversità. Sono le rare cicogne nere, simbolo di resilienza e vitalità, la cui presenza viene osservata da almeno dieci anni in Sila, dove hanno compiuto un percorso straordinario. Da specie migratrice di passaggio sono diventate nel tempo svernanti e poi nidificanti, rendendo l’altipiano calabrese il sito di nidificazione e svernamento di quota più elevata nota in tutto il Paese. La nidificazione su albero d’alto fusto documentata nel 2021 è l’unica del genere nel Centro-Sud Italia, dove la specie predilige normalmente le pareti rocciose.

Due delle coppie monitorate si trovano nella magnifica Riserva Naturale Regionale del Vergari — nella Presila crotonese del comune di Mesoraca — e qui hanno nidificato per la prima volta nel 2024. Questo è, per i naturalisti, uno degli indici più attendibili di qualità ambientale. La Cicogna nigra ha scelto, in questo caso, un ambiente fluviale integro e lontano dall’antropizzazione.

È stata proprio lei ad attirare a Mesoraca una troupe del network televisivo tedesco SWR — Südwestrundfunk, tra i più grandi d’Europa — per le riprese di un documentario dedicato al Parco Nazionale della Sila e alla Riserva della Biosfera MaB-Sila, riconosciuta dal programma UNESCO Man and the Biosphere. A guidare la troupe è stato Gianluca Congi, vicepresidente della Società Ornitologica Italiana e coordinatore del GLC LIPU Sila, autore di moltissimi studi pubblicati sulle più note riviste scientifiche (sue le foto in articolo). Il documentario sarà trasmesso nei prossimi mesi in Germania e Francia.

A loro, la Riserva Naturale Regionale del Vergari ha svelato tutta la sua bellezza, lungo quel fiume che nasce alle pendici del Monte Gariglione a 1.765 metri e che percorre circa quindici chilometri prima di immettersi nel Tacina. Scorre incuneandosi tra rocce metamorfiche, salti e cascate, alcune oltre gli otto metri, canyon dalle pareti ripide e pozze naturali dette vuddri, dove nella bella stagione è possibile fare il bagno. Qui la vegetazione è straordinariamente ricca e interessante dal punto di vista botanico — proprio perché nella Riserva sono presenti microclimi diversi — così come dal punto di vista della fauna.

Ci sono chilometri di sentieri mappati dal CAI che si articolano in sei percorsi guidati, mentre i più temerari possono praticare arrampicata sportiva sulla falesia Sasso di Gioacchino che svetta a 20 metri, sulla quale sono tracciate 7 vie con pendenze e stili di salita diversi.

Lungo il fiume sopravvivono antichi mulini ad acqua, i pastillari per la lavorazione delle castagne, terrazzamenti e i resti del monastero cistercense di Sant’Angelo del Frigillo. E Mesoraca, che si allunga tra le falde di Monte Femminamorta e la Riserva, è il centro dell’area dove si trovano il convento francescano dell’Ecce Homo e il Santuario della Santa Spina che custodisce la reliquia della corona di Gesù, nel vicino territorio di Petilia Policastro.

La Riserva è giovane, istituita solo nel 2023, e accoglie già tantissimi visitatori attratti dalle sue bellezze e dalla qualità dei servizi. Nel panorama delle aree protette calabresi, quella del Vergari è una scoperta sorprendente raccolta in pochi chilometri, incoronata dal volo della cicogna nera che la consacra come custode preziosa di un ecosistema puro.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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