La Passione di Altilia, il Vangelo e i personaggi fuori dal comune

Tra le tradizioni calabresi legate alla Settimana Santa, la Passione e Resurrezione di Cristo di Altilia è una delle rappresentazioni più seguite del Cosentino. Sabato 28 marzo, alle ore 20.00, il borgo della Valle del Savuto la metterà in scena con oltre 100 tra attori e figuranti, con il supporto di una ventina di tecnici tra fonici, addetti alle scene e alla comunicazione, più decine di volontari.
L’evento è promosso dall’associazione Altilia Eventi che, insieme al presepe vivente che organizza ogni anno, fa anche della Passione un appuntamento di grande richiamo, che questa volta allarga la rappresentazione a particolari figure storiche e letterarie.

Le figure storiche della settima edizione
Nella rappresentazione compaiono San Francesco di Paola, Gioacchino da Fiore, Dante Alighieri e un soldato romano la cui conversione lo porterà a diventare San Sebastiano. Entrano nella storia con la forza della loro parola e del loro pensiero, come Francesco e l’umiltà del servizio agli ultimi, Gioacchino con la speranza che precorre il tempo, Dante con il viaggio dalle tenebre alla luce, il soldato romano con la trasformazione interiore che precede il martirio.
Ognuna di queste figure ha incontrato, a modo suo, il nucleo della Passione. Il dolore come via, la debolezza come forza, la morte come soglia e, inserite nel racconto della storia evangelica, ne dilatano il significato.


Francesco e Gioacchino, la Calabria nel racconto sacro
Due dei quattro personaggi appartengono direttamente alla storia della Calabria. San Francesco nacque a Paola nel 1416 e fondò l’ordine dei Minimi, con una spiritualità costruita sul principio della penitenza e del servizio agli ultimi. La sua figura è tra le più venerate del Sud Italia. Ad Altilia dimorò nel Convento dei Minimi e si ritirava in preghiera nelle grotte eremitiche del convento francescano, dove sono ancora visibili affreschi che lo ritraggono insieme alla Madonna e a San Sebastiano — uno dei personaggi della settima edizione della Passione.

Gioacchino da Fiore nacque a Celico intorno al 1135 e fu abate, teologo e fondatore dell’abbazia di San Giovanni in Fiore. La sua visione della storia come progressivo avanzamento verso un’età dello Spirito ha segnato secoli di pensiero teologico e filosofico europeo. Dante lo collocò nel Paradiso, nel canto XII, tra le grandi anime sapienti. La sua figura è tornata di recente all’attenzione anche attraverso il primo film dedicato al suo pensiero, girato per la gran parte in Calabria. Portare Gioacchino nella Passione di Altilia significa inserire nella rappresentazione una delle figure più alte che la Calabria abbia mai espresso.

Il borgo teatro naturale e la vita di comunità
Il borgo stesso è palcoscenico e scenografia, con le sue stradine, i cortili, Palazzo Misasi e la villa. La preparazione ha richiesto come sempre mesi per elaborare costumi, scene e parti che vengono curati da un gruppo di giovani di Altilia, con la partecipazione delle comunità di Belsito e Mangone. Un lavoro davvero bello, che queste immagini della passata edizione — scattate da Diego Ferrari — raccontano con grande intensità.
L’appuntamento è per sabato 28 marzo alle ore 20.00 ad Altilia, in provincia di Cosenza. Ingresso libero.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto di Diego Ferrari


