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La rinascita di Faro Trionto a Corigliano Rossano

La rinascita di Faro Trionto a Corigliano Rossano

Abbiamo appreso con piacere la notizia del recupero e della valorizzazione del Faro di Capo Trionto e degli stabilimenti posti lì intorno che diventeranno un Parco Biomarino.
A metà tra lo Jonio blu e quello che un tempo doveva essere un giardino di gelsomini e liquirizia, nel comune di Corigliano-Rossano, si erge al cielo il faro di Capo Trionto. La sua struttura unica di 15 metri, a forma di giglio, ha la pianta larga che alzandosi si restringe al centro, dove sembra impossibile possa contenere al suo interno la scala di ferro per salirci su, per poi allargarsi nuovamente in vetta, proprio a voler accarezzare il vento che da quelle parti spira forte. L’anno di messa in esercizio di questa struttura militare risale al 1923 ed è rimasto attivo fino alla fine degli anni ’90.

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Simbolo identitario del territorio, oltre ad evere un significativo valore storico-culturale, si trova in una zona marina considerata riserva naturale dove è presente la famosa e preziosa posidonia e dove si rinvengono, spesso, le tartarughe caretta caretta per la nidificazione.
Dopo 30 anni di abbandono e a 100 anni dalla sua costruzione, oggi ha l’opportunità di rivivere. Il Segretariato Regionale del MiC per la Calabria ha sottoscritto “l’Accordo di Valorizzazione del Faro di Capo Trionto”, e come primo atto, ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. 85/2010 (Federalismo demaniale culturale), il bene appartenente al Demanio Storico Artistico, è stato trasferito al patrimonio del Comune di Corigliano-Rossano che si impegnerà alla massima valorizzazione e alla migliore fruizione del monumento e degli edifici circostanti, nonché alla loro tutela orientata ad un percorso di integrazione con l’ambiente naturale e la sua fauna endemica.

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L’area da valorizzare è costituita oltre dalla torre luminaria anche da edifici che avevano compiti ben precisi tra cui una costruzione a pianta rettangolare di due piani, sede di rappresentanza, di uffici nonché sala di controllo, da un locale che aveva la funzione di posto di controllo della recinzione del sistema del Faro, da un vano, con copertura a doppia falda, adibito a stanza di controllo della cisterna e del flusso idrico, da un fabbricato utilizzato come spazio per la mano d’opera e magazzino e da un pozzo per la fornitura dell’acqua.

Il programma di valorizzazione prevede il recupero e il restauro dell’area per realizzare un Parco Biomarino, all’interno del quale si svilupperanno attività museali, ludico-creative e attività di ricerca e studio per la salvaguardia della biodiversità del territorio. Il faro diventerà, grazie all’installazione di telescopi multimediali e digitali, punto di osservazione della fascia marittima circostante.

In particolare è prevista la realizzazione del “Museo del mare e della cultura della pesca”, l’istituzione di un punto panoramico sulla torre luminaria, fruibile e collegato con il Museo in modalità virtuale, la creazione di un hub scientifico-culturale tramite la convenzione con il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria per lo svolgimento di attività di ricerca e promozione mirate alla conoscenza della flora e fauna marina costiera.
Inoltre verranno organizzate iniziative gastronomiche per la promozione dei prodotti agroalimentari e della pesca del territorio e attività sportive rivolte alle categorie socialmente disagiate e ai giovani. Una Curiosità: questo farò prende il nome da Trionto, un satiro dionisiaco della mitologia greca. (Associazione Culturale Mistery Hunters)

info@meravigliedicalabria.it

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