Le radici in Calabria, storie di donne argentine in un film a Buenos Aires

Un momento, uno solo, che varrebbe tutto il racconto. Gli uffici anagrafe dei comuni aprono i loro registri più vecchi e consegnano gli atti di nascita di antenati. Nel documentario Borgo delle Radici (qui il trailer) non è una cerimonia formale, semmai un gesto in cui un nome diventa la prova da toccare di un legame familiare. Cinque donne argentine, partite dalle loro città per cercare le origini in Calabria, hanno per le mani un documento che dice “le tue radici sono qui”.



Un documentario che andrà in prima mondiale domani, 19 marzo a Buenos Aires, nella sede della Federazione delle Associazioni Calabresi in Argentina — la FACA, organismo che dal 1974 coordina una delle comunità regionali italiane più radicate nel paese sudamericano. La comunità calabrese a Buenos Aires è tra le più numerose, arrivata in più ondate migratorie dal tardo Ottocento fino al dopoguerra, e rappresenta ancora oggi una presenza viva e organizzata nella vita culturale della capitale argentina. L’iniziativa è organizzata da ISCAPI insieme alla FACA, tra le attività dedicate al turismo delle radici e al rapporto tra le comunità italiane e la diaspora.
Un documentario nato da un percorso territoriale
Il film nasce da un lavoro di anni condotto sul territorio da ISCAPI — Istituto Calabrese di Politiche Internazionali, fondato nel 2005 all’Università della Calabria e con sede operativa a Belvedere Marittimo, con in mezzo Pitagora Mundus. «Da questa visione prende forma Pitagora Mundus, il programma di lingua e cultura italiana per studenti stranieri che a Belvedere Marittimo diventa molto più di un semplice corso — spiega Salvatore La Porta, presidente di ISCAPI, che sarà presente alla presentazione di Buenos Aires. — È un’esperienza immersiva in cui lo studio della lingua si intreccia con la vita del borgo, con le attività culturali, i laboratori e soprattutto con l’incontro diretto con la comunità locale».



È così che sono arrivate le protagoniste del documentario. Cinque donne argentine che hanno fatto il viaggio inverso rispetto ai loro antenati — dalla loro città verso la Calabria, alla ricerca dei borghi dei bisnonni, dei parenti ritrovati, dei luoghi esistiti fino a quel momento solo nelle memorie di famiglia. Una delle storie racconta di tre generazioni — nonna, figlia e nipote — che compiono insieme questo percorso. «”Borgo delle Radici” non è un progetto isolato — afferma La Porta — ma il frutto di un cammino maturato nel territorio, quello di un borgo che attraverso Pitagora Mundus ha accolto studenti e italodiscendenti non come visitatori, ma come parte di una relazione viva con la propria storia».
Buenos Aires, il luogo più naturale
«Buenos Aires — osserva La Porta — è il luogo più naturale dove questo racconto poteva arrivare, perché qui vive una comunità che può riconoscere in queste storie una parte della propria memoria familiare». Le storie del documentario sono storie argentine quanto calabresi. «Parlano di famiglie — aggiunge — e di generazioni in cui molti possono riconoscersi».


Il turismo delle radici — la spinta a tornare nei luoghi da cui i propri antenati sono partiti — è un fenomeno in crescita in tutto il mondo, e la Calabria è una delle regioni italiane con la diaspora più estesa. Secondo le stime disponibili, sono oltre 400.000 i calabresi emigrati ufficialmente in Argentina nel corso dei decenni, con la comunità concentrata soprattutto nell’area della Grande Buenos Aires. Una cifra considerata sottostimata, che non tiene conto dell’emigrazione irregolare e delle generazioni successive.



Un viaggio che guarda avanti
«La ricerca delle radici non è un gesto nostalgico rivolto al passato — sottolinea La Porta — ma un passaggio necessario per capire chi siamo oggi». Borgo delle Radici racconta il presente, ciò che significa per una comunità mantenere il legame con la propria origine a diecimila chilometri di distanza.
Durante la visita in Argentina, ISCAPI presenterà anche altre iniziative, tra cui la Summer Peace University in collaborazione con università argentine e il progetto artistico internazionale World Gate, previsto nella provincia di Río Negro nell’ambito di un programma di cooperazione culturale tra Italia e Argentina.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)


