Le reliquie di Francesco d’Assisi in pellegrinaggio per la Calabria
C’è una coerenza perfetta nel modo in cui Francesco d’Assisi scelse di lasciare il mondo. La sera del 3 ottobre 1226, alla Porziuncola, chiese ai fratelli di essere deposto nudo sulla nuda terra — allo stesso modo con cui anni prima aveva restituito al padre i vestiti e i beni, spogliandosi di tutto davanti alla città di Assisi per cominciare una vita nuova. In mezzo, un’esistenza intera vissuta nella stessa direzione, fatta della malattia che consumava il corpo, dell’abbandono della guida del suo ordine, del progressivo distacco da sé stesso e dalle proprie idee. Ogni spogliazione, per Francesco, era un atto di libertà. E quella terra che accolse il suo corpo nel momento del transito porta con sé tutto questo, il ricordo che siamo fatti di terra, ma che la terra non è tutto.

Otto secoli dopo, quella terra viene portata in viaggio. I frati della Porziuncola — la piccola chiesa all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, dove Francesco morì — ne hanno prelevato una porzione dalla botola dietro l’altare della Cappella del Transito, l’hanno raccolta in una piccola teca e l’hanno affidata alla Provincia SS. VII Martiri di Calabria dell’Ordine dei Frati Minori, che da metà febbraio la sta portando nelle comunità di tutta la regione.


ph Parrocchia ss Pietro e Paolo Casali del Manco Pedace
Il pellegrinaggio della teca, insieme al reliquiario contenente un pezzetto di cordone del saio di San Francesco, è partito il 14 febbraio dal Santuario del Beato Umile di Bisignano e si concluderà il 19 marzo, dopo aver raggiunto tutte le undici diocesi calabresi e l’Eparchia di Lungro. La Calabria ha un legame antico con il francescanesimo. Fu infatti una delle prime dodici province del nascente Ordine dei Frati Minori, costituite al Capitolo Generale della Porziuncola nel 1217, e già nel 1227 aveva i suoi martiri — fra Daniele da Belvedere Marittimo e sei confratelli, uccisi a Ceuta in Marocco, oggi venerati come Santi Sette Martiri Francescani di Calabria.

Oggi, 20 febbraio, la reliquia si trova nell’Arcidiocesi di Cassano all’Ionio. Domani sarà nella Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, per poi giungere nell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, dove le comunità la accoglieranno dal 23 al 26 febbraio. Lunedì 23 la reliquia arriverà in Cattedrale dove alle 17:00 si terrà la messa presieduta dall’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise. Il 24 febbraio la teca si sposterà alla Chiesa Giubilare di San Francesco a Mirto Crosia per gli incontri con i bambini delle scuole, mentre la sera la preghiera sarà animata dal coro giovanile Carlo Acutis. Il 25 febbraio la reliquia farà visita ai malati dell’ospedale di Rossano, e in Cattedrale gli studenti del Liceo San Nilo si ritroveranno per un incontro letterario sui testi del santo. Il 26 febbraio, dopo la messa mattutina, il pellegrinaggio si sposterà al Monastero di Sant’Agostino in contrada Piana Vernile, dove fra Mario Chiarello, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Calabria, terrà la catechesi conclusiva prima della partenza verso la diocesi successiva.
Da lì il cammino proseguirà verso l’Eparchia di Lungro, poi verso Crotone, Paola, Lamezia Terme, Locri, Mileto, Oppido Mamertina e Reggio Calabria, fino alla chiusura del 19 marzo.

Mentre la teca con la Terra del Transito viaggia per la Calabria, ad Assisi si avvicina un appuntamento senza precedenti. Le spoglie mortali di Francesco giacquero nascoste per quasi sei secoli sotto l’altare maggiore della Basilica che porta il suo nome, sigillate in un sarcofago di pietra e ricoperte di calcestruzzo per scongiurare il trafugamento di reliquie. Il ritrovamento avvenne solo nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1818, al termine di 52 notti di scavi condotti in segreto, con i frati che ogni mattina cancellavano ogni traccia dei lavori. Da allora le spoglie erano state mostrate solo in rarissime occasioni a studiosi e religiosi, mai al pubblico in modo prolungato. Dal 22 febbraio al 22 marzo invece, per la prima volta, chiunque potrà sostare in preghiera davanti alla teca nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. L’apertura delle celebrazioni è affidata al cardinale Ángel Fernández Artime il 21 febbraio, la chiusura il 22 marzo al cardinale Matteo Zuppi.
Il 2026 è proclamato da papa Leone XIV Particolare Anno di San Francesco, con la concessione dell’indulgenza plenaria in tutte le Chiese Giubilari francescane nel mondo.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
In copertina: Morte di San Francesco d’Assisi – Giotto -particolare dalle Storie della vita di San Francesco d’Assisi (1325 circa) Basilica di Santa Croce, Firenze


