Le residenze al Teatro del Grillo, “Il numero esatto” debutta a Napoli
Al Ridotto del Teatro Mercadante di Napoli ha debuttato in prima nazionale “Il numero esatto”, lo spettacolo che nel suo percorso di creazione ha toccato anche la Calabria. La Compagnia Liberaimago ha infatti lavorato a Soverato, al Teatro del Grillo, nell’ambito di In__corpore — il programma di residenze artistiche della Compagnia Teatrale del Grillo per il triennio 2025-2027, cofinanziato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Calabria.
Le residenze artistiche sono molto più di un servizio a disposizione degli artisti. Quello che accade in una residenza ben concepita è infatti qualcosa di diverso dalla semplice messa a disposizione di uno spazio dove provare — il processo creativo si apre al territorio, la comunità entra in contatto con il lavoro in corso, e il teatro oltre a essere il luogo dove la cultura si vive, è soprattutto la dimensione dove la stessa prende forma. È una distinzione che sembra sottile ma non lo è perché cambia il rapporto tra artisti e pubblico, tra teatro e città, tra opera e contesto. In Italia questo modello si è sviluppato in modo significativo negli ultimi vent’anni, come in Puglia, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Sardegna — spesso proprio nelle aree considerate lontane dai grandi circuiti della produzione teatrale nazionale.

Il Teatro del Grillo di Soverato è uno di questi luoghi. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come organismo di programmazione teatrale in Calabria, diretto da Claudio Rombolà e quest’anno alla sua quarantesima stagione, ha scelto di aggiungere alla propria vocazione di teatro di prosa quella di spazio generativo. In__corpore prevede cinque residenze nel primo anno — una internazionale, una di rilievo nazionale, due dedicate ad artisti calabresi emergenti, un trampolino per giovani all’inizio del percorso.

La residenza della Compagnia Liberaimago è quella di rilievo nazionale. “Il numero esatto” è una produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in collaborazione con Compagnia Liberaimago, e vede tra i partner produttivi anche il Teatro del Grillo attraverso In__corpore, insieme ad Amat e Comune di Pesaro nell’ambito di Ram – Residenze Artistiche Marchigiane. Il testo è di Fabio Pisano, finalista della 57ª edizione del Premio Riccione e vincitore del Premio Ugo Betti 2024, e nasce da un fatto di cronaca reale.

Alice ha vent’anni quando scopre di non essere figlia della donna che l’ha cresciuta, di essere stata partorita da una gestante e affidata nel primo anno di vita a una tata. Si sente in un pozzo. Ha bisogno di sentire le voci delle donne che hanno avuto a che fare con la sua nascita — ma la ricerca si scontra con una donna senza desideri e con una guerra che ha invaso, poco dopo la sua nascita, la città in cui è nata. La regia di Martina Badiluzzi — formatasi con Anatolij Vasil’ev e vincitrice del bando Biennale College Registi Under 30 nel 2019 — costruisce due mondi separati da un velo: sul proscenio le case tiepide dell’Occidente, con la loro luce calda e il quotidiano protetto; sullo sfondo, seminascosto, un paese in guerra, freddo e opaco. Due spazi che non si sfiorano ma si sostengono — ciò che accade là rende possibile, inquietantemente, ciò che accade qui. La giuria del Premio Ugo Betti ha descritto lo spettacolo come «una sorta di viaggio di Alice nel mistero, via via più fitto, della propria nascita», un cammino segnato dalla «dolente impossibilità di dire chi si è». In scena Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano e Giulia Weber.
Durante la residenza a Soverato, Pisano ha tenuto anche un laboratorio aperto alla comunità — un percorso sulla costruzione drammaturgica del personaggio che nasceva da un gesto semplice, come fotografare d’istinto una figura incontrata nella realtà quotidiana e trasformarla in materia scenica.
Le repliche al Mercadante di Napoli proseguono fino al 19 aprile.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)