Skip to main content
Notizie

Le storie sorprendenti e dimenticate lungo la Via Regia delle Calabrie

Le storie sorprendenti e dimenticate lungo la Via Regia delle Calabrie

La Strada Regia delle Calabrie varca il tempo prima ancora che lo spazio. Lunga circa 470 chilometri, da Napoli a Reggio Calabria, taglia tre regioni – Campania, Basilicata e Calabria – seguendo la direttrice antichissima della Capua–Regium, costruita a partire dal 132 a.C.. Nel corso dei secoli è stata strada di eserciti, di viaggiatori, di commerci e di conoscenza; un’infrastruttura che ha assorbito e raccontato tante storie diverse, combacianti lungo un unico tracciato.

Tabula Peutingeriana (porzione) a sx la Calabria

Ripercorrerla con gli occhi di oggi vuol dire entrare in un paesaggio culturale straordinario, e scoprire borghi, aree interne, corsi d’acqua e parchi nazionali con tracce archeologiche che coprono un arco cronologico amplissimo, dal Paleolitico al Neolitico, dall’età classica all’Ottocento. La Strada Regia, oltre a essere una via di collegamento, ha in qualche modo ordinato insediamenti, economie e forme di vita lungo l’intera dorsale dell’Italia meridionale.

Ph Piero Peruzzini

Una sorta di linea del tempo, lungo la quale scorgere le tracce di un passato tanto più antico come nella valle del Lao-Mercure, nel cuore della Calabria settentrionale. Qui, in particolare nel territorio di Laino Borgo, il pianoro di Santa Gada ha restituito un insediamento esteso su quasi cinquanta ettari, frequentato già in età arcaica e pienamente organizzato tra IV e III secolo a.C. Spazi pubblici, aree produttive, un luogo di culto femminile legato ai cicli vitali e alla fertilità e la necropoli raccontano una comunità in grado di sostenere relazioni economiche, sociali e simboliche.

Area archeologica Santa Gada – Ph Francesco Propato per Mysticacalabria

E, ancora, sempre lungo la Strada regia, la cosiddetta Tomba del Guerriero del III – IV a.C. rinvenuta a Pontecagnano Faiano, i resti di un’imponente cinta muraria rinvenuti a Nocera Superiore, o a Castrovillari un basolato di epoca romana. 

H. DE RILLIET, Colonna mobile in Calabria nell’anno 1852

Nello studio di circa 200 pagine di Luca Esposito – Referente di Archeoclub D’Italia e del Progetto di Valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie – la scoperta di antiche taverne ottocentesche, di tracciati romani, di luoghi che hanno ospitato importanti personalità ma anche viandanti e scrittori del Gran Tour o interi eserciti. Persino le sorgenti dove si fermò Cicerone, ma anche la Fontana della Regina Margherita. La Strada Regia delle Calabrie è stata inoltre georeferenziata, mettendo in evidenza musei poco noti, palazzi nobiliari, percorsi fluviali, decine di borghi e più di trenta ponti di epoca antica, soprattutto romana. A ben ricordare che lungo questa strada sono passati Carlo V d’Asburgo, Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat, il Cardinale Ruffo, Garibaldi, Pisacane, ma anche i grandi eserciti romani o ancora degli alleati.

L’Archeoclub D’Italia ne ha fatto un itinerario di turismo culturale, percorribile in 14 giornate da Napoli a Castrovillari, rivolto a tutti gli appassionati di storie sorprendenti e dimenticate.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

In copertina: Diligenza in viaggio tra Salerno e Cosenza – L’Illustration, 1858

Tag correlati
Condividi
Carrello0
Non ci sono prodotti
Continua a fare acquisti
Search
×