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‘Lucciola in città’, a Reggio le scalinate diventano luoghi di arte

‘Lucciola in città’, a Reggio le scalinate diventano luoghi di arte

Una nuova luce sta per accendersi su Reggio Calabria. È quella del progetto “Lucciola in città”, ideato dal collettivo E.design e dedicato alla rigenerazione partecipata delle scalinate monumentali della città. Spesso dimenticati o trascurati, questi luoghi – ben 23 in tutto il centro urbano – sono oggi al centro di un’azione collettiva che unisce arte, ricerca scientifica, sostenibilità ambientale e cittadinanza attiva. Il primo intervento partirà dalla scalinata di via Friuli, che diventerà un modello replicabile per le successive.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire dignità e funzione a questi spazi pubblici, trasformandoli da aree di passaggio anonime in luoghi simbolici e fruibili da tutti. Alla guida del progetto c’è il collettivo E.design, composto da architetti, artisti, designer, ricercatori e studenti, e affiancato da partner istituzionali e scientifici di livello nazionale e internazionale.

Tra i promotori: l’architetta Simona Lanzoni, lo scultore Filippo Maria Malice, gli architetti Cesare Fortebuono, Alessandro Deta e Chiara Pugliese. Fondamentale anche il coinvolgimento dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con il Dipartimento di Architettura e Design (dAeD) e il laboratorio L.E.E.A. – Laboratorio di Entomologia ed Ecologia Applicata. È qui che nasce uno degli elementi chiave del progetto: la lucciola urbana.

Si tratta di una vera e propria installazione di design, ispirata alla morfologia delle lucciole e creata con stampanti 3D e materiali sostenibili come bioplastiche e plastica riciclata. Un punto luce simbolico, ecologico, che animerà la scalinata di via Friuli e potrà essere replicato in vari modi: da terra, a parete, sotto forma di lampada o di scultura. Un’idea che unisce scienza, tecnologia e creatività.

Alla base c’è una ricerca scientifica inedita condotta dal professor Luiz Silveira, entomologo e docente alla Western Carolina University (USA), in collaborazione con il team dell’Università Mediterranea. Il gruppo ha mappato per mesi le specie di lucciole presenti in Calabria, molte delle quali non erano mai state documentate prima o si credevano scomparse da oltre cinquant’anni. La loro presenza, scoperta anche a livello del mare (e non solo in montagna come noto in letteratura), aggiunge un nuovo tassello al patrimonio naturale calabrese.

Le scoperte verranno raccontate in un atlante fotografico e attraverso due totem informativi che saranno installati lungo la scalinata: uno con i dati scientifici, l’altro con i contenuti grafici e narrativi del progetto. A curare la comunicazione visiva sarà l’architetta e grafica Chiara Pugliese, con un’identità visiva pensata per rendere riconoscibile ogni scala anche ai cittadini, spesso inconsapevoli di questi luoghi.

La trasformazione sarà accompagnata da una campagna di crowdfunding aperta alla partecipazione di cittadini e sostenitori, a dimostrazione di come la rigenerazione urbana possa partire dal basso e diventare un’occasione concreta di coinvolgimento e senso di appartenenza. “Le scale raccontano la storia della nostra città – spiega Simona Lanzoni –. Dopo il terremoto del 1908 furono costruite come vie di fuga. Oggi possono tornare a essere vie di rinascita”.

Non mancherà la documentazione. Ogni scalinata sarà raccontata in una pubblicazione cartacea curata dal direttore artistico del progetto, Filippo Malice. Un modo per fissare la memoria e ispirare nuove forme di rigenerazione in altre città.

“Lucciola in città” non è solo un progetto di bellezza urbana – è un processo collettivo che mette in rete competenze, storie, natura e comunità. Un modello che, partendo da una scala, punta a illuminare tutta la città.

(Da.Ma) info@meravigliedicalabria.it

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