Maida diventa Città , firmato il decreto del Presidente Mattarella

«La città è, prima di tutto, uno stato d’animo». Nel 1955, lo storico Roberto Sabatino Lopez scriveva che non sono le mura a definire una città , ma il sentimento di chi le abita, dei cittadini orgogliosi di appartenere a una comunità superiore a un villaggio. E sarà anche per questo “stato d’animo” che Maida ha ricevuto il sigillo più prestigioso con la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Maida è ufficialmente, e onorificamente, Città .
La consegna del decreto, avvenuta in una cerimonia solenne presso la Prefettura di Catanzaro per mano del prefetto Castrese De Rosa, segna un punto di svolta che va ben oltre la forma amministrativa. La presenza del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, del questore Giuseppe Linares e dei vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha conferito al momento la solennità che spetta a un centro che ha saputo dimostrare la propria dignità storica. Accanto al sindaco Salvatore Paone, la Giunta e il Consiglio comunale al completo hanno testimoniato una sinergia politica totale, cristallizzata nel minuzioso lavoro tecnico del segretario Ivan Mascaro e in quelle delibere consiliari che oggi sono citate nel decreto presidenziale come prova di una volontà popolare unanime.

Ma il titolo di Città , sancito dall’articolo 18 del Testo Unico degli Enti Locali, è un premio onorifico che, nel caso di Maida, è il riconoscimento di un ecosistema territoriale, al prestigio che poggia sulla straordinaria eredità della minoranza linguistica arbëreshë di Vena. A questo si aggiunge la storia millenaria che ha visto Maida protagonista dei grandi passaggi del Mediterraneo, favorita da una posizione geografica che la rende, ancora oggi, una cerniera strategica dell’istmo calabrese. Guardando Maida dalle sue alture, si comprende come la sua vocazione non sia mai stata quella dell’isolamento, semmai quella di un nodo vitale tra le colline e la piana, centro economico e culturale che serve un’area vasta, ben oltre i suoi confini. È questa vitalità , fatta di commercio, agricoltura d’eccellenza e dinamismo sociale, ad aver convinto le istituzioni che il termine “Comune” fosse ormai troppo stretto.
Durante il suo intervento, il sindaco Paone ha dedicato il traguardo ai presenti e alle generazioni che con onestà e laboriosità hanno costruito la comunità . Un pensiero speciale è volato ai tanti maidesi nel mondo, emigrati ma mai distanti, per i quali il nuovo titolo di “Città ” rappresenta un riscatto identitario e un ponte ideale verso le radici. Come sottolineato dal sottosegretario Ferro, questo riconoscimento deve ora essere il carburante per una nuova stagione di crescita culturale e sociale, un invito a non sedersi sugli allori della storia ma a utilizzarla come bussola per il futuro.
La celebrazione, iniziata nei palazzi istituzionali, troverà presto il suo compimento naturale tra le strade di Maida. Il sindaco ha infatti annunciato un prossimo Consiglio comunale aperto, una vera e propria festa di popolo dove il decreto presidenziale sarà presentato alla comunità .
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)


