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Mostra archeologica a Francavilla, rientra la collezione De Santis

Mostra archeologica a Francavilla, rientra la collezione De Santis

Per un anno Francavilla Marittima accoglierà una parte significativa della propria storia archeologica. Sarà infatti inaugurata oggi, 13 febbraio 2026, alle ore 17, al Museo Civico Archeologico “Palazzo De Santis” la mostra “La memoria di Tanino De Santis a Francavilla Marittima: il ritorno dei reperti”, visitabile fino al 13 febbraio 2027.

Grazie alla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, i reperti della collezione De Santis – finora custoditi nel museo reggino – tornano nella loro terra di origine. Si tratta di materiali provenienti dall’area archeologica di Timpone della Motta–Macchiabate, testimonianze centrali per la ricostruzione della storia antica di Francavilla e del territorio enotrio e magnogreco della Sibaritide.

Un passaggio importante per il Museo Civico Archeologico di Francavilla Marittima, inserito nel Borgo di Epeo, che segna il suo ruolo all’interno della rete culturale regionale e restituisce alla comunità un patrimonio legato alla figura di Tanino De Santis e alle ricerche che hanno contribuito a una stagione fondamentale per l’archeologia locale.

All’inaugurazione interverranno, per i saluti istituzionali, il sindaco f.f. Pino Lucente, l’assessore delegato al Turismo, Cultura e Spettacolo Michele Apolito, il direttore del Museo Civico Archeologico di Francavilla Marittima Luciano Altomare, il presidente dell’Associazione per la Scuola Internazionale di Archeologia “Lagaria” Pino Altieri, il membro del CdA della stessa associazione Giovanni Riccardi, la direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza Marilena Cerzoso, il direttore del Museo Archeologico Nazionale della Siritide Carmelo Colelli e l’assessore regionale Pasqualina Straface.

Concluderà Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Modera Tina Guglielmello.

L’esposizione rappresenta non solo un rientro fisico dei reperti, ma un momento di ricucitura simbolica tra luogo, memoria e comunità, che offre la possibilità di rileggere, nel contesto originario, una parte decisiva della storia archeologica francavillese.

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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