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Nel Bosco degli Artisti di Gambarie le nuove opere del Face Festival

Nel Bosco degli Artisti di Gambarie le nuove opere del Face Festival

Vivere la montagna, imparare a conoscerne l’ordine, i suoni e i silenzi, comunità e paesaggi in connessione con il territorio. In questo processo nascono opere create dall’artista e dal bosco, dove restano e continuano naturalmente a mutare con esso. È il FACE Festival, alla sua quindicesima edizione, nella sua declinazione Aspromondo, il progetto d’arte e sostenibilità in Aspromonte sotto la direzione artistica di Paolo Giosuè Genoese.

Le opere della nuova edizione saranno presentate il 14 agosto alle 18 nel Bosco degli Artisti di Gambarie. In programma anche due performance e un talk dal titolo La Cura, a cui parteciperanno tre esperti esterni legati alla cultura calabrese. La residenza artistica, che è il cuore del progetto, è in corso in questi giorni presso l’Ex Vivaio Forestale di Cucullaro.

Il festival nasce nel 2007 e negli anni diventa un contenitore che spazia dal teatro alla danza, dalla cinematografia alla land art, dalla fotografia alla scultura. Nel 2021 cambia nome in Aspromondo e si trasferisce nel Geoparco dell’Aspromonte, in un progetto pilota di residenza artistica nato con il Comune di Santo Stefano in Aspromonte e le Accademie di Belle Arti di Catanzaro e Reggio Calabria.

Il progetto coinvolge artisti, cittadini e istituzioni in un percorso comune attorno all’arte e al paesaggio del Geoparco dell’Aspromonte. Negli anni il FACE Festival ha costruito così un museo diffuso, che rende la montagna un’esperienza sensoriale, poetica e profondamente contemporanea.

Gli artisti selezionati per il 2026 sono nove. Tra i faggi di Gambarie sta nascendo la scultura oversize di Salvatore Piromalli, artista e guida del territorio aspromontano, una salamandra pezzata pensata anche come strumento didattico per le guide. Mauro Maurizio Palumbo lavora sul rapporto tra corpo, spazio e materia naturale, e progetta una struttura abitabile che amplifica il respiro del bosco. Collettivo.Quarantotto, gruppo multidisciplinare tra arti visive e pratiche partecipative, costruirà insieme ai visitatori un intervento che lascia tracce temporanee nel bosco. Maria Neve Vallone lavora tra pittura e installazione sui temi della memoria e del paesaggio, con un’opera dedicata al concetto di soglia tra umano e naturale.

Beatrice Valenza, scenografa, propone una micro-architettura sensoriale in cui il visitatore può rannicchiarsi e ascoltare intimamente il bosco. Paolo Infortuna, artista e designer, realizza una struttura sonora modulare che risponde alla verticalità degli alberi e crea un nuovo ritmo visivo. Ilaria Notaro lavora con tessuti e fibre naturali e propone una tessitura ambientale che avvolge alberi e radure. Andrea Foti, già presente in passate edizioni, integra elementi sonori e scultorei, nella sua ricerca sulla forma essenziale e sul dialogo tra materia e paesaggio. Infine, Techne Lab, il collettivo di Angela e Caterina Pellicanò e Ninni Donato, con un’installazione interattiva che reagisce al passaggio dei visitatori e alle variazioni climatiche, trasformando il bosco in un organismo luminoso e sonoro.

Le foto si riferiscono alle edizioni precedenti. Per info: facefestival.org e FACE Festival – Aspromondo

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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