Nella Gipsoteca di Serra San Bruno l’eredità di Giuseppe Maria Pisani

È oltrepassando la porta di bronzo della chiesa dell’Addolorata e salendo la scenografica gradinata che conduce al Santuario di Santa Maria del Bosco che si ripercorrono, senza saperlo, i passi di Giuseppe Maria Pisani. Quei monumenti che segnano il volto di Serra San Bruno sono nati infatti tra i disegni e i gessi ora esposti nella Gipsoteca dedicata allo scultore, aperta in via Guido Fontana. All’interno di un palazzo restaurato nel centro storico, si entra nella ricostruzione del laboratorio dove l’artista serrese – erede di una dinastia di maestri – ha lavorato per lunghi anni.



Cresciuto tra l’odore del legno intagliato e il granito delle botteghe locali, Pisani ha evoluto la tradizione di famiglia assimilando poi le avanguardie del Novecento. Nelle sale della Gipsoteca, tra mazzuoli e scalpelli originali, si scopre come la sua mano sia passata dal verismo giovanile alla scomposizione materica ispirata a Medardo Rosso. Sono esposti i modelli di opere che hanno raggiunto città lontane, come il San Bruno di Toronto o il busto di Mattia Preti custodito a Malta, ma anche i calchi di lavori fondamentali per la Calabria. Tra questi, la porta dell’Addolorata del 1961, cronologicamente la prima in bronzo realizzata nella regione. Un’opera di cui un altro grande artista calabrese come Alfonso Frangipane definì la capacità di armonizzare perfettamente con le linee barocche della facciata. A pochi passi, nella piazza del Municipio, il monumento a San Bruno del 1991, un bronzo di quasi due metri che Francesco Messina definì un capolavoro di sintesi.


La forza della scultura di Pisani è nella modellazione rapida, fatta di applicazioni di argilla che lasciano la superficie scabrosa, pronta a farsi colpire dalla luce. Dalla Pietà del 1993 custodita nel cimitero cittadino, dove la Madonna è essa stessa sudario per il Figlio, fino all’altorilievo nel cimitero di Soverato per Gigi Peronace – dirigente sportivo che accompagnò la Nazionale italiana ai Mondiali del 1978 – in cui a vibrare alla luce è la folla di uno stadio, Pisani ha cercato una sintesi che ha colto l’universale attraverso il particolare. Una visione del mondo, la sua, che non ha mai rinunciato alle radici culturali della propria terra, convinto che il progresso sociale dovesse sempre poggiare sulla memoria.




Ora, visitare la Gipsoteca voluta dai suoi eredi permette di seguire questo processo tecnico e soprattutto umano in un itinerario che parte dagli strumenti di lavoro – le tavolozze, le sgorbie, le patine dalle tonalità tenui – e si ritrova poi nelle strade del borgo. Qui il disegno dell’artista si è materializzato anche grazie all’opera dei maestri artigiani, come dimostra l’artistica cancellata in ferro battuto del monumento ai caduti. I segni di Pisani sono ovunque a Serra San Bruno, come fossero parole che accarezzano ancora il ricordo di chi gli ha voluto bene.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Per info: Gipsoteca Giuseppe Maria Pisani


