Pizzo, la Pasquetta da record che spalanca le porte all’estate
Dov’è che Pasquetta sa di cioccolato fondente e cacao amaro, si sta in coda davanti alle gelaterie dopo il sole sulle spiagge, e tutto ha il sapore di una giornata felice? Quest’anno la star del lunedì dell’Angelo è Pizzo che ha accolto migliaia di visitatori — famiglie, comitive, turisti da tutta la regione e da fuori — in un giorno festivo che il sindaco Sergio Pititto ha definito come una porta spalancata sulla stagione estiva.


Il dato più significativo arriva dai siti culturali. Sono stati infatti circa 2.000 i biglietti staccati complessivamente al Castello Murat, dal nome del re di Napoli che qui fu tenuto prigioniero e fucilato nel 1815 — e alla Chiesa di Piedigrotta, il piccolo e straordinario luogo di culto scavato nella roccia arenaria nel XVII secolo e ampliato nei secoli con oltre cento sculture ricavate direttamente dal tufo. Due luoghi che da soli basterebbero a giustificare una visita, ma che a Pizzo convivono con il mare, il lungomare, le pinete e quella piazza — Piazza della Repubblica — dove da oltre settant’anni si affacciano le gelaterie che producono il tartufo gelato più famoso d’Italia.


Un gelato alla nocciola e cioccolato, modellato a mano con la tecnica che nel 1952 aveva perfezionato il pasticcere Giuseppe De Maria — detto Don Pippo — inserendo al centro un cuore di fondente fuso. Nel 2007 è diventato il primo gelato in Europa a ottenere il marchio IGP.
Dalla piazza si apre poi la splendida balconata che affaccia sul castello e sul Golfo di Sant’Eufemia e i suoi rossi tramonti. Davanti allo spettacolo naturale siede anche “Il collezionista di venti”, l’opera di Edoardo Tresoldi diventata uno dei simboli di Pizzo e tra più fotografate.
Pizzo, come sempre, punta sull’accoglienza e i numeri di questa Pasquetta dicono che è una buona scommessa.
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