Riserve di Tarsia e Foce del Crati, un laboratorio all’aperto per l’Unical
Oltre 600 ettari tra la media Valle del Crati e le coste dello Jonio, centri sperimentali per specie protette, un Giardino Botanico, una Biblioteca Naturalistica, un Museo di Storia Naturale con sezioni dedicate al mare e alla biodiversità . Le Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati sono un patrimonio che la Calabria conosce ancora poco, e che ora l’Università della Calabria ha scelto come sede operativa del proprio Master di II livello in Gestione e conservazione della biodiversità e delle risorse ambientali, diretto dal professore di zoologia dell’Unical Emilio Sperone.


Le riserve hanno centri sperimentali autorizzati dal Ministero dell’Ambiente per la conservazione di specie protette come l’Ululone appenninico, la Testuggine palustre e il Tritone italiano, un campo sperimentale della vite selvatica, una rete di Centri Visitatori distribuiti tra Tarsia, Santa Sofia d’Epiro e l’area di Sibari. Il Museo di Storia Naturale racconta dell’ecosistema attraverso diorami dedicati alle aree protette, l’erbario del Crati e il Museo del Mare. Tutto quello che serve agli studenti di lavorare su casi reali — monitoraggi faunistici e floristici, gestione di habitat, utilizzo di sistemi GIS e banche dati ambientali, redazione di piani di gestione.

La prima annualità del Master, per l’anno accademico 2024-2025, si è appena conclusa: 31 corsisti, 1500 ore di attività formativa, 200 ore di tirocinio presso enti e aziende partner. Tre di questi corsisti hanno lavorato direttamente nelle riserve per l’intero monte ore di tirocinio. Ad aprile parte la seconda annualità , con altri 50 partecipanti.

Al termine del percorso, della durata complessiva di tre anni, i corsisti ottengono il titolo di Esperto in censimento, monitoraggio e conservazione della biodiversità animale e vegetale e delle risorse naturali — una figura professionale specializzata nella gestione delle aree protette e nei sistemi della Rete Natura 2000. «Non si tratta solo di ospitare studenti — ha sottolineato il direttore delle riserve Agostino Brusco — ma di costruire un ambiente in cui la conoscenza prende forma attraverso l’esperienza, contribuendo a formare una nuova generazione di esperti della biodiversità pronti ad affrontare le sfide della transizione ecologica».
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it