San Bernardino da Siena a Morano Calabro, il gotico dei Sanseverino
Poco fuori dal nucleo medievale di Morano Calabro sorge il Complesso di San Bernardino da Siena, gioiello del tardo gotico e tra i massimi esempi di architettura francescana del Quattrocento in Calabria. Fondato nel 1452 dai Sanseverino con l’autorizzazione di papa Niccolò V, il monastero nacque come luogo di preghiera, ma anche come simbolo del prestigio della famiglia feudataria nei propri possedimenti. Dopo secoli di rimaneggiamenti — in parte in epoca barocca, soprattutto dopo lo scioglimento degli ordini religiosi nel periodo napoleonico, quando nel 1860 l’edificio fu rivendicato dal Municipio che dieci anni dopo vi insediò le scuole elementari — e una lunga chiusura, il complesso è tornato a risplendere, restituendo alla comunità la sua sobria bellezza originaria, ispirata agli ideali pauperistici di San Francesco.



L’edificio rispecchia l’ideale di povertà francescana, evidente anche nell’uso di materiali a vista come la pietra gialla e il legno. Sul portico antistante, che presenta in facciata quattro arcate a tutto sesto più una laterale, resistono frammenti di affreschi datati 1499, con caratteri stilistici simili agli affreschi della cattedrale di Cassano Jonio. All’interno, la navata unica va verso il presbiterio separato da un grande arco a sesto acuto, mentre il chiostro è sorretto da ventiquattro colonne ottagonali in tufo e decorato con affreschi sulla vita di San Francesco realizzati tra il 1538 e il 1738. Il soffitto ligneo è a carena di nave.

Anche se il celebre Polittico di Bartolomeo Vivarini (1477) rimasto qui per molto tempo è oggi custodito nella Collegiata di Santa Maria Maddalena, San Bernardino conserva opere significative dell’artigianato locale, come il pulpito seicentesco e il drammatico Crocifisso ligneo del XV secolo che domina l’arco santo. Sulla parete di sinistra un affresco di autore ignoto raffigura la Madonna, il Bambino e i Santi Francesco e Bernardo.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Fotp di copertina: Marcus 1756, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons