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Saracena, dagli intonaci riaffiorano gli affreschi di Ara Coeli

Saracena, dagli intonaci riaffiorano gli affreschi di Ara Coeli

A Saracena, nella chiesetta di Santa Maria Ara Coeli, continuano a riaffiorare dipinti murali rimasti nascosti per secoli sotto strati di intonaco. Sulle pareti sono visibili frammenti di affreschi databili tra il XIV e il XV secolo: le Tre Madonne in trono con Bambino, una Pietà, un’Imago Pietatis, la figura di San Leonardo. Immagini coperte da una scialbatura a calce e oggi progressivamente leggibili grazie a un intervento di restauro ancora in corso.

Il recupero è affidato all’Associazione Sextio, impegnata da anni in un lavoro di analisi, pulitura e messa in sicurezza delle superfici decorate, portato avanti per fasi successive e con criteri scientifici. Un intervento che sta restituendo alla comunità un patrimonio rimasto a lungo invisibile.

Il primo a intuire il valore di ciò che si celava sotto l’intonaco fu don Leone Boniface, che alimentò l’attenzione su quelle pareti quando gli affreschi non erano ancora così leggibili.

Da quell’intuizione è nato un percorso di studio che ha portato anche alla pubblicazione di un volume curato dalla professoressa Elena Di Fede (Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali) e dall’archeologo Francesco Cuteri, finanziato dal Comune negli anni scorsi, utile a chiarire il contesto storico e artistico delle pitture murali.

Il sindaco Renzo Russo ha annunciato lo stanziamento di nuovi fondi per proseguire il restauro. «Dopo i contributi stanziati nel 2023 e nel 2024 – ha spiegato – confermiamo oggi una linea di continuità nella tutela del patrimonio storico-artistico locale».

Accanto all’Associazione Sextio, collaborano al progetto anche la Pro Loco Sarucha e l’associazione Il Sorriso. Una rete che, come ha sottolineato ancora il sindaco, lavora «nell’identità per costruire una destinazione turistico-esperienziale legata a Saracena Paese del Moscato-Passito». «Ogni affresco che riemerge dalle pareti di Santa Maria Ara Coeli – ha aggiunto Russo – non è solo un’opera salvata, ma un pezzo di identità che torna a parlare alla comunità».

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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