Spari a festa, giullari e saltimbanchi: Morano celebra la sua Bandiera
La Festa della Bandiera di Morano Calabro, quest’anno alla ventunesima edizione, ritorna a quando, nel 1096, gli abitanti del borgo respinsero un’incursione saracena nella battaglia di Petrafocu, catturarono uno dei capi nemici e lo decapitarono. Fatto certamente cruento, ma che quella testa di moro rese simbolo nello stemma comunale dal 1561.


Con un passo indietro nella storia, e anche un po’ nella leggenda, uno dei Borghi più Belli d’Italia nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, a fine maggio si anima con cortei in splendidi costumi rinascimentali, esperti tamburinari, fierissimi armigeri e spericolati sbandieratori. Tutti insieme anticipano la consegna dell’antica bandiera Arma Murani al Mastrogiurato, che solennemente giura di difenderla, guida i guerrieri nella rievocazione della battaglia contro i saraceni e torna a cavallo annunciando la vittoria davanti alla comunità riunita.


La festa ha aperto ieri sera con il corteo dell’Universitas Murani e la messa solenne nella chiesa di San Bernardino da Siena, mentre oggi, 30 maggio, a partire dalle 10.00, si sentirà il “regio tamburo” battere lo “Scaramuzzo” per le vie del borgo fino al tardo pomeriggio quando, dal Rione Castello, si avvierà il corteo del Castellano per i quartieri del borgo, fino all’arrivo del Mastrogiurato, con i celebri Trombonieri Archibugieri Senatore di Cava de’ Tirreni.


Dopo la consegna solenne dell’Arma Murani, spari a festa, danze, giullari e saltimbanchi, e la tradizione del “Gala il Chiricocolo” in cui con estrema abilità bisogna far roteare abilmente il vessillo cittadino sul palmo della mano.


Tutto il seguito si muoverà verso via Vigna della Signora, dove la “Bandiera” verrà inalberata al “forno”, posizionata in bella mostra da un’estremità all’altra del vialone, nei bassi del quale rimarranno aperte le botteghe e le taverne sino a tarda notte, mentre in ogni spazio del borgo troveranno posto gli artisti di strada.




Un’edizione ricca anche quest’anno, organizzata da CultOur con il patrocinio del Comune, della Regione Calabria e del Parco Nazionale del Pollino.
«Un grato pensiero — ha detto il sindaco Mario Donadio — a tanti uomini e donne che, precedendo i nostri passi in epoche lontane, hanno saputo tramandarci voci e fatti, simboli e costumi, aiutandoci a tessere quel filo che unisce e rende resiliente questa comunità».
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto di Giovanni Ursino