Storie di carta, tra le righe della mostra documentaria dell’Archivio di Stato di Cosenza

Qualche volta per capire cosa è accaduto bisogna saper leggere tra le righe, come quelle di carta custodite dall’Archivio di Stato di Cosenza. È il senso della mostra documentaria Il Futuro nel Passato, in corso di svolgimento in questi giorni a Cosenza e fruibile fino al 5 gennaio. La mostra analizza diversi nuclei tematici attraverso documenti storici dell’800, dalla nascita dell’economia solidale, allo sviluppo urbano sostenibile e la divisione tra centro e periferia. Un percorso storico che permette di individuare gli sviluppi urbani e socio-economici che già nel passato determinarono l’identità odierna della città di Cosenza. Molto rappresentativi sono i documenti appartenenti al fondo dell’Intendenza di Calabria Citra, dello Stato Civile, dell’Archivio Antico del Comune di Cosenza, che riguardano le statistiche, la demografia, le attività commerciali, la nascita degli orfanotrofi, le norme igienico sanitarie legate alla pietà per i defunti e le opere pubbliche comunali. Pagine e documenti che testimoniano un intero percorso storico, come quelle della Società Economica della Calabria Superiore dalla lettura delle quali si può risalire anche a piccole “storie di seta in Calabria”, così come indicato da alcuni particolari social della mostra d’archivio: “L’allevamento dei bachi e la lavorazione della seta- si legge dai profili dell’Archivio di Stato- costituiscono un’antica tradizione calabrese che affonda le sue radici nel Medioevo. Molti e diffusi sono stati i centri di produzione e recentemente si assiste a un recupero delle tessiture con questo prezioso materiale. In un’epoca in cui gli orfanotrofi erano diffusi ci si poneva anche l’obiettivo di avviare al lavoro i ragazzi, ma soprattutto le ragazze che erano formate per attività di alta specializzazione come la filatura della seta.Nel 1841 la Società Economica di Calabria Citeriore, che faceva capo all’Intendenza, delibera la costituzione di un laboratorio di filatura della canapa, del lino e della seta per “attivare le braccia inoperose delle donzelle che attrovansi nell’Orfanotrofio”.


Non solo pagine, a volte anche i “disegni” sono documenti che aiutano a definire il perché di un certo presente. Come nel caso del “nuovo palazzo comunale di Cosenza che sarebbe dovuto sorgere di fronte a quello dell’Amministrazione Provinciale. La seconda metà dell’Ottocento vide-come ricostruito dall’Archivio di Stato- molteplici progetti e repentini cambiamenti di programma, dovuti sicuramente ai cambi di dinastia, ma anche a difficoltà progettuali e a controverse valutazioni sui tempi e sui costi”.
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