Strade di velluto, a Catanzaro il progetto di street art sulla seta

Tra il XVI e il XVII secolo Catanzaro era uno dei principali centri europei della produzione serica. Damasco e velluto catanzarese erano richiesti nelle corti di tutta Europa, e la città aveva costruito su questa industria una parte consistente della propria identità . Quella memoria è rimasta nei documenti, nei nomi delle strade, nell’immaginario di chi conosce la storia del capoluogo calabrese. Da venerdì 20 marzo, con i laboratori del progetto Strade di velluto, molto di quella storia torna nel centro storico sotto forma di arte urbana.
Il progetto è promosso da Dedalo Società Cooperativa Impresa Sociale, finanziato dal Comune di Catanzaro nell’ambito del Programma Nazionale METRO PLUS, e ha un elemento che lo distingue da altri interventi di street art: i protagonisti dei laboratori creativi sono giovani con sindrome di Down e autismo. «Non è la comunità a offrire aiuto a queste persone — spiega Guido Mignolli, legale rappresentante di Dedalo — ma sono loro a offrire un servizio alla collettività ».
Un itinerario artistico nel cuore della cittÃ
Le opere che nasceranno dai laboratori saranno collocate nello spazio urbano del centro storico, lungo vicoli, piazze e luoghi legati alla memoria della produzione tessile. Il risultato sarà un itinerario artistico diffuso — un filo simbolico, come lo definisce il progetto — che attraverserà la città raccontando la storia della seta con il linguaggio contemporaneo della street art.

Il coordinamento artistico è affidato a Massimo Sirelli, artista di fama nazionale, che guiderà il percorso insieme a un gruppo di artisti del territorio: Enrico Carnevale, Lorenzo Caporale, Micaela Mele, Antonio Spadaro e Simonluca Spadanuda. «Per me e per gli artisti che partecipano a questo progetto, lavorare nei laboratori con questi ragazzi è prima di tutto un’esperienza di incontro — dice Sirelli. — L’arte diventa così uno spazio aperto dove ciascuno può esprimere la propria creatività senza limiti». «Ogni artista porta con sé uno sguardo, una tecnica e un modo diverso di raccontare il mondo — aggiunge. — Linguaggi differenti che permettono ai ragazzi di sperimentare forme espressive diverse».
I giovani partecipanti saranno accompagnati nel percorso dagli educatori Luana Colicchia, Rosaria Vona e Federico Cocilovo.
La seta, Catanzaro e un paradigma da rovesciare
Alla presentazione del progetto, tenutasi nei giorni scorsi nella sede di Dedalo in Piazza del Rosario, l’assessore alla Cultura del Comune Donatella Monteverdi ha sottolineato la doppia valenza dell’iniziativa. «Dobbiamo rovesciare un paradigma — ha detto —. È lavorare con le diversità che rende migliore la nostra comunità , facendoci vedere le cose da prospettive differenti. L’inclusione è un’esperienza reciproca e una comunità è davvero tale quando riconosce il valore di ogni individuo. Anche le nostre tradizioni, se non diventano nostalgia ma occasione di sperimentazione nel presente, possono generare nuove idee ed energie per la città ».
Durante l’incontro, una delegazione di studenti del Polo Liceale Siciliani-De Nobili ha presentato la storia del velluto catanzarese e i luoghi del centro storico legati alla tradizione tessile. Un racconto che ha mostrato quanto quella memoria sia ancora viva, e quanto possa diventare materia per l’arte contemporanea.
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it


