Un progetto per Pentedattilo tra i vincitori del bando per il Sud

Accessibilità culturale, rigenerazione di spazi pubblici e inserimento socio-lavorativo di persone in condizioni di fragilità: sono questi i temi chiave che accomunano i cinque progetti selezionati con il bando Ecosistemi culturali al Sud Italia, promosso da Fondazione CDP e Fondazione Con il Sud, e rivolto alle regioni del Mezzogiorno. Lanciato nel luglio 2024 con una dotazione complessiva di 2,2 milioni di euro, il bando sostiene iniziative capaci di attivare reti territoriali tra enti del Terzo Settore, amministrazioni locali e istituzioni culturali, con l’obiettivo di restituire immobili pubblici alla fruizione collettiva attraverso attività artistiche, sociali e naturalistiche.
Tra le cinque proposte selezionate figura anche “Ria-nimare Pentedattilo”, progetto promosso da Azimut Alta Formazione e Innovazione Sociale APS, che interviene nell’area grecanica della provincia di Reggio Calabria, con particolare attenzione al borgo di Pentedattilo. L’iniziativa prevede un programma di rigenerazione urbana e animazione culturale basato sul coinvolgimento attivo dei cittadini, con azioni mirate all’inclusione lavorativa di persone in condizione di fragilità e alla valorizzazione di un contesto storico e paesaggistico di forte rilievo.
Oltre al progetto calabrese, il bando ha selezionato: “ACCUSSÌ” a Paceco (Trapani), per la riqualificazione del centro culturale polivalente “M. Blunda”; “Fandango Factory” a Lecce, incentrato sulla creazione di un hub culturale diffuso in due immobili storici; “LE.GA.MI.” nei pressi di Palermo, che valorizza un bene confiscato alla criminalità organizzata attraverso attività culturali e imprenditoriali; “NCPA – Nuova Casa delle P’Arti” a San Giorgio del Sannio (Benevento), che trasforma un ex edificio comunale in uno spazio di aggregazione aperto alle diverse espressioni artistiche.
I cinque interventi sono stati selezionati tra 59 proposte e rappresentano un investimento per incentivare la produzione e la partecipazione culturale nelle regioni del Sud, dove l’offerta in questo ambito risulta spesso discontinua o marginale.
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