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Viaggi 2026, cosa cercano i turisti e cosa trovano in Calabria

Viaggi 2026, cosa cercano i turisti e cosa trovano in Calabria

Nel 2026 il viaggio non è più inteso solo come spostamento o “consumo” di luoghi. Riguarda l’identità, la memoria, il bisogno di silenzio, la ricerca di esperienze che abbiano senso. È quanto racconta la decima edizione delle Travel Predictions di Booking.com, basata su un’indagine condotta su oltre 29 mila viaggiatori in 33 Paesi. Un’analisi che individua nuove forme di turismo e che, pur senza citarla, intercetta molti aspetti già presenti in Calabria.

La ricerca parla di viaggi costruiti intorno alla persona, alle sue storie, alle sue passioni. Non si cercano più soltanto destinazioni, ma contesti in cui vivere ritorni, cammini, natura, silenzio, oggetti che portano con sé un racconto.

Tra le tendenze più evidenti ci sono i PastPorts, i viaggi della memoria o delle radici. Booking li descrive come esperienze in cui fotografie, ricordi e archivi personali vengono utilizzati per individuare luoghi precisi, ricostruire itinerari e tornare fisicamente nei posti legati alla propria storia, grazie a strumenti digitali di mappatura e riconoscimento dei luoghi. Il 66% dei viaggiatori globali dichiara di voler compiere questo tipo di viaggio, spesso per condividerlo con la famiglia. In Calabria questo esiste da tempo. I paesi interni, le case di famiglia rimaste chiuse, le chiese che hanno segnato la vita di una comunità diventano tappe di un ritorno che segue legami e racconti familiari, luoghi riconosciuti o ritrovati uno per uno.

La ricerca parla anche degli Hushed Hobbies, le attività silenziose. Birdwatching, osservazione della natura, cammini, pesca, foraging. Esperienze che in Calabria è possibile fare nelle aree umide dei Laghi di Tarsia, della foce del Crati e dell’Angitola, o ancora sulle alture a ridosso dello Stretto di Messina, snodo fondamentale per le rotte migratorie. I Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, insieme al Parco regionale delle Serre, raccontano ambienti molto diversi per natura geologica e flora, tutti da scoprire. Nelle Serre, per esempio, il Bosco Archifòro, dove tra muschio odoroso color smeraldo, fustaie di faggi e abeti bianchi monumentali, felci, agrifoglio e pungitopo, si pratica quello che in Giappone chiamano Shinrin-yoku, il “bagno nella foresta”.

Sul fronte naturalistico, Booking segnala anche una crescente attenzione verso destinazioni che permettono soggiorni outdoor e off-season. I cammini sono una parte importante di questo racconto. In Calabria molti percorsi seguono storie che appartengono al territorio come – solo per citarne alcuni –  il Cammino Basiliano, itinerario sulle tracce dei monaci italo-greci; il Cammino di San Francesco di Paola, che ripercorre le orme del frate francescano, patrono della Calabria; il Sentiero del Brigante, che collega il Parco Nazionale dell’Aspromonte al Parco regionale delle Serre seguendo le tracce del brigantaggio; il Sentiero dell’Inglese, ispirato al Grand Tour ottocentesco dello scrittore Edward Lear, che attraversa la Calabria grecanica.

Ci sono poi i luoghi legati alla memoria del lavoro, come le Reali Ferriere ed Officine di Mongiana, o le testimonianze del mestiere dei carbonai nelle Serre, che aiutano a comprendere come un territorio abbia costruito il proprio rapporto con le risorse e con il lavoro umano.

Più vicina ai viaggi di introspezione individuati da Booking è la Certosa di Serra San Bruno, il monastero certosino fondato nel 1091 da San Bruno di Colonia, nel cuore delle Serre calabresi. Uno dei luoghi simbolo del monachesimo occidentale e dell’idea di ritiro e silenzio, raggiungibile anche attraverso uno degli itinerari della Ciclovia dei Parchi della Calabria. Un sistema che attraversa l’intera regione, toccando aree interne e borghi, per un’esperienza di viaggio tranquilla e allo stesso tempo coinvolgente.

Booking segnala anche una crescente attenzione verso i Souvenir da scaffale. Il 68% dei viaggiatori dichiara di essere interessato ad acquistare, durante un viaggio, prodotti alimentari o oggetti per la cucina legati al luogo visitato, mentre il 55% prenderebbe in considerazione una destinazione proprio per la presenza di prodotti locali riconoscibili. Sarà forse il momento di mettere da parte le chincaglierie fabbricate in Cina e di riportare sugli scaffali dei piccoli negozi olio extravergine, agrumi trasformati, conserve, ceramiche d’uso, tessuti. E in Calabria, questo patrimonio è veramente immenso.

Letta attraverso le categorie delle Travel Predictions 2026, la Calabria sembra essere perfettamente in linea con ciò che i viaggiatori dichiarano di cercare.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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